E' morto l'ex dittatore haitiano Jean-Claude "Baby Doc" Duvalier

Era rientrato in patria nel 2011 dopo 25 anni di esilio. Per lui si profilava all'orizzonte un processo per crimini contro l'umanità. Un attacco cardiaco lo ha stroncato a 63 anni.

Non sarà stato uno dei tiranni più sanguinari del XX secolo, ma di certo la dittatura di Jean-Claude Duvalier è stata tra le più odiose e condannabili, perché a farne le spese è stato uno dei popoli più poveri (se non il più povero in assoluto) del mondo.

Baby Doc assunse il potere giovanissimo (appena 19enne), nel 1971, alla morte del padre François "Papa Doc" Duvalier, lui sì uno dei dittatori più sanguinari del secolo scorso (si calcolano alcune decine di migliaia di oppositori politici ammazzati). Il leader "bambino" condusse per i primi anni uno stile di vita da personaggio del jet set, più che da presidente "a vita" di uno stato.

L'esercizio del potere rimase per tutti gli anni settanta circa, nelle mani della madre Simone Ovide e dei collaboratori paterni. Solo nel periodo attorno al suo (ovviamente) sfarzosissimo matrimonio, avvenuto nel 1980, Baby Doc abbandonò il ruolo di rappresentante solo formale della repubblica haitiana. A sostenerlo, seppure a intermittenza e talvolta in forma non propriamente ufficiale, furono gli USA, che vedevano nella piccola repubblica insulare un avamposto per tenere "a bada" il nemico cubano.

L'uso dei metodi di polizia tanto cari al padre e numerosi scandali legati alla corruzione che Baby Doc, sua moglie e i loro stretti accoliti non facevano nulla per nascondere (anzi l'esibizione degli agi materiali fu sempre un marchio di fabbrica dei Duvalier) portarono il popolo haitiano all'esasperazione, culminata nella rivolta del 1986. Baby Doc fuggì in Francia, dove rimase fino al 2011, quando tornò nell'isola caraibica motivato, a suo dire, da spirito filantropico: l'isola era stata colpita da un devastante terremoto l'anno precedente e Baby Doc sostenne di voler aiutare il "suo" popolo.

Il ritorno in patria non fu però quello degno di un salvatore: l'ex presidente fu incriminato di corruzione e appropriazione indebita e posto agli arresti domiciliari. Nella sua ultima udienza, nel 2013, si proclamò innocente. La morte avvenuta il 4 ottobre 2014 lo ha colto prima che la giustizia haitiana si pronunciasse sulla sua colpevolezza. Per lui si prospettava pure un'incriminazione per violazione dei diritti umani, ma ormai l'unico tribunale che rimane a giudicarlo è quello della storia.

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