Mariastella Gelmini e le responsabilità del degrado dell’Università italiana

È forse un vezzo tipico di tutti gli amministratori e i politici: qualsiasi magagna emerga, anche la più evidente, sfacciata e indifendibile, è sempre colpa di qualcun altro. Di solito di quello che era in carica nell’amministrazione precedente.

Di questa simpatica abitudine, gli uomini e le donne del Pdl hanno creato una versione aggiornata, che consiste nel far ricadere ogni responsabilità su una generica, indefinibile “sinistra”, che nei 50 anni in cui avrebbe governato l’Italia (nonostante un regime pentapartitico di stampo democristiano per cui siamo famosi nel mondo) e avrebbe prodotto ogni sfacelo di cui si possa aver memoria. Ora tocca all’università, alle sue incrostazioni di potere, ai nepotismi e alle baronie. La colpa? Della sinistra naturalmente.

Sarà.. però, secondo Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella lo scadimento degli studi accademici “non può essere liquidato buttando tutto nel calderone degli errori della sinistra, come ha fatto l'altro ieri Mariastella Gelmini dicendo che di tutte le magagne universitarie «non ha certo colpa il governo Berlusconi che, anzi, è il primo governo che vuol mettere ordine». Sicura? Certo, non c'era lei l'altra volta alla guida del ministero. Ma la magica moltiplicazione delle università (soprattutto telematiche), la corsa alle convenzioni più assurde e il diluvio di «lauree sprint», lo dicono i numeri e le date, è avvenuta anche se non soprattutto negli anni berlusconiani dal 2001 al 2006. E pretendere oggi una delega in bianco perché «non si disturba il manovratore», è forse un po' troppo. O no?”

Leggi tutto l’articolo: Università, il business dei laureati precoci

Foto | Flickr

  • shares
  • Mail
10 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO