Lega Nord e Casa Pound: Salvini prepara il Front National italiano

Il progetto nazionale del segretario del Carroccio diventa sempre più chiaro.

Che i confini della Padania inizino ad andare stretti a Matteo Salvini lo si dice già da un po' e lo dimostrano le sue incursioni nel sud della penisola, che nell'ultimo anno si sono moltiplicate. Ma ormai è sempre più chiaro quale sia la strategia a lungo termine della Lega Nord: diventare una sorta di Front National italiano. Una posizione che sta inseguendo anche Fratelli d'Italia (con credenziali post-fasciste più in ordine di Salvini, un tempo leader dei comunisti padani), che però difficilmente può riuscire a competere con la solidità della Lega Nord.

Il nuovo passo di Matteo Salvini, che va chiaramente in questa direzione, è quello di iniziare a prendere contatti con l'ultradestra italiana, in particolare con Casa Pound. Qualche giorno fa il segretario della Lega si è recato nel palazzo romano occupato da Casa Pound in via Napoleone III, quartiere Esquilino, per rendere visita e intessere rapporti. Rapporti che avrebbero fatto rabbrividire Umberto Bossi (che non ha mai avuto nessuna simpatia per i neofascisti e il loro nazionalismo), ma che in verità hanno una lunga tradizione nella Lega, basti pensare alla provenienza politica di Borghezio e non solo.

Ma di che si è trattato, di un incontro isolato o c'è qualcosa di più? Innanzitutto, uomini di Casa Pound saranno presenti al raduno anti-immigrazione di Milano del 18 ottobre (il che potrebbe prefigurare anche un appoggio dell'ultradestra alla candidatura a sindaco di Milano del segretario della Lega), ma si può andare anche oltre. Mettiamola così: Salvini sta sempre più abbandonando le parole d'ordine del Nord e della Padania per concentrarsi sul No Euro, sull'immigrazione e sulle questioni sociali. Vi ricorda qualcosa? La stella polare è chiaramente il Front National di Marine Le Pen, che si è tolta il mantello del neofascismo per prendere voti anche a sinistra e reinventando la destra sociale post-ideologica. E quindi, perché non fare la stessa cosa anche in Italia, unendo le forze con Casa Pound (la più "sociale" delle forze dell'estrema destra), tanto per iniziare?

Questo cammino prevede anche di superare l'appartenenza ideologica della Lega Nord ("destra e sinistra non hanno più senso", ha detto Salvini), per seguire il percorso dei lepenisti e continuare un cammino che il Carroccio ha già iniziato (si sa di quanti siano i militanti di Cgil e Fiom vicini alle camicie verdi), andando a caccia di voti in un mondo operaio che difficilmente può sentirsi rappresentato dal Pd o da una sinistra radicale sempre più distante. Un sodalizio che ha già qualche base nella decisione di Mirco Rota, segretario lombardo della Fiom, di appoggiare il referendum per l'abolizione della legge Fornero promosso dalla Lega Nord.

A questo punto la strategia è chiara: no euro, no immigrazione, attenzione alle fasce più deboli dell'elettorato italiano, addio alla questione padana e legami con chi si occupa di lavoro (sindacato a sinistra e destra sociale dall'altra parte). Una volta usciti dal recinto della Padania, le praterie elettorali potrebbero essere immense. E i primi a preoccuparsi devono essere gli ormai residuali partiti della sinistra estrema.

matteo salvini3

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