Sinodo sulla famiglia, Chiesa spaccata su gay e divorziati

Oggi briefing con la stampa sui lavori del Sinodo

Domenica 19 ottobre, ora 10.28 - Il Sinodo straordinario sulla famiglia voluto fortemente da Papa Francesco e cominciato lo scorso 5 ottobre si conclude oggi, in concomitanza con la cerimonia di beatificazione di Papa Paolo VI.

La relazione finale è stata votata a maggioranza e rappresenta un punto di svolta nella Chiesa cattolica su omosessualità, anche se gli aspetti più controversi restano tutt'ora irrisolti: per l’approvazione dei testi era necessaria la maggioranza dei due terzi dell’assemblea. Il paragrafo sulla questione più dibattuta, la possibilità di cambiare la disciplina sull’ammissione ai sacramenti dei divorziati risposati, che presentava le due posizioni emerse, non ha ottenuto i due terzi dei voti, attestandosi a 104 favorevoli e 74 contrari. La stessa sorte è toccata al testo sui gay, che ha ottenuto 118 placet e 62 non placet.

"Anche le situazioni dei divorziati risposati esigono un attento discernimento e un accompagnamento di grande rispetto, evitando ogni linguaggio e atteggiamento che li faccia sentire discriminati e promovendo la loro partecipazione alla vita delle comunità. Prendersi cura di loro non è per la comunità cristiana un indebolimento della sua fede e della sua testimonianza circa l’indissolubilità matrimoniale, anzi essa esprime proprio in questa cura la sua carità."

Papa Francesco ha voluto che alla stampa fossero fornite le informazioni su ogni singolo tema votato dai cardinali, così da aumentare il livello di trasparenza e consapevolezza dei lavori della Chiesa su tematiche delicate come divorzio, matrimonio omosessuale e, più in generale, sui cambiamenti in essere al suo stesso ventre. Le questioni più delicate sono stata sostanzialmente rinviate al 2015. Di seguito vi proponiamo due dei temi votati a maggioranza assoluta ma non dai due terzi, e quindi non approvate dal Sinodo. I divorziati:

"Si è riflettuto sulla possibilità che i divorziati risposati accedano ai sacramenti della penitenza e dell’eucaristia. Diversi padri sinodali hanno insistito a favore della disciplina attuale, in forza del rapporto costitutivo fra la partecipazione all’eucaristia e la comunione con la Chiesa e il suo insegnamento sul matrimonio indissolubile. Altri si sono espressi per un’accoglienza non generalizzata alla mensa eucaristica, in alcune situazioni particolari e a condizioni ben precise, soprattutto quando si tratta si casi irreversibili e legati ad obblighi morali verso i figli che verrebbero a subire sofferenze ingiuste. L’eventuale accesso ai sacramenti dovrebbe essere preceduto da un cammino penitenziale sotto la responsabilità del vescovo diocesano. Va ancora approfondita la questione, tenendo ben presente la distinzione tra situazione oggettiva di peccato e circostanze attenuati, dato che “l’imputabilità e la responsabilità di un’azione possono essere sminuite o annullate” da diversi “fattori psichici oppure sociali” (Catechismo della Chiesa cattolica, 1735)".

Mentre sull'apertura alle unioni omosessuali, e più in generale al rapporto Chiesa-omosessualità, il tema non ha ottenuto i due terzi ma la maggioranza assoluta:

"Alcune famiglie vivono l’esperienza di avere al loro interno persone con orientamento omosessuale. Al riguardo ci si è interrogati su quale attenzione pastorale sia opportuna di fronte a questa situazione riferendosi a quanto insegna la Chiesa: “Non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia”. Nondimeno, gli uomini e le donne con tendenze omosessuali devono essere accolti con rispetto e delicatezza. “A loro riguardo di eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione” (Congregazione per la dottrina della fede)."

Giovedì 9 ottobre - Giornata importante per il Sinodo sulla famiglia, quella di oggi. Si entra infatti nel pieno della discussione sul'accesso ai sacramenti per i divorziati risposati, ma è anche il giorno del dibattito sulla contraccezione.

Su quest'ultimo tema il cardinale Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi, ha ribadito la dottrina cattolica riconoscendo però come ci sia uno scollamento rispetto alla pratica, anche da parte dei cattolici. Sono intervenute al riguardo due delle coppie sposate che partecipano al Sinodo, dando due diverse testimonianze sul modo in cui la contraccezione, non solo naturale, viene percepita nel matrimonio cattolico.

Riguardo i divorziati risposati, permane una forte divisione nel Sinodo. A favore della dottrina corrente si sono espressi due importanti porporati, George Pell, prefetto della segreteria dell'Economia, e l'arcivescovo di New York Timothy Dolan. Per i "progressisti" si è invece espresso Walter Kasper, mentre una posizione intermedia è stata portata avanti nel briefing con la stampa dal cardinale Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio per i Testi legislativi, che ha spiegato le tre ipotesi al vaglio per rendere più veloce la "nullità matrimoniale", senza per questo arrivare al "divorzio cattolico". Tra le ipotesi, l'eliminazione della doppia sentenza, l'eliminazione della sentenza collegiale e la possibilità che sia il vescovo locale ad annullare il matrimonio.

In conferenza stampa, padre Federico Lombardi rifiuta però di parlare di maggioranza e minoranza e ha spiegato che “nel Sinodo non si fa la conta” e “non è assolutamente possibile fare i conti in base agli interventi”, poiché il Sinodo sta compiendo il suo “cammino” di “conoscenza vicendevole” e “c'è ascolto interessato da parte di tutti, molto rispettosi”.

Lunedì 6 ottobre 2014 - Papa Francesco oggi ha aperto i lavori straordinari del Sinodo sulla famiglia al quale prendono parte 191 ecclesiastici e 13 coppie di sposi (12 tra gli uditori e una tra gli esperti). Tra i membri del clero, 61 sono cardinali, 67 arcivescovi, 47 vescovi più un patriarca cardinale, sette patriarchi, un arcivescovo maggiore, un vescovo ausiliare, un sacerdote prelato e sei religiosi.

Le prime parole del Papa sono state un invito ai presenti a dire sempre tutto quello che si sente, perché "si deve ascoltare e accogliere con cuore aperto quello che dicono i fratelli". Il Pontefice ha raccomandato a parlare sempre con franchezza e a dire tutto quello che si sente con "parresia", il termine greco che indica la libertà di essere sinceri.

Il relatore generale del Sinodo, il Cardinale ungherese Peter Erdo, oggi ha detto una cosa, in particolare, che forse a una parte del clero non piacerà e cioè che "i divorziati risposati appartengono alla Chiesa, hanno bisogno e hanno diritto di essere accompagnati dai loro pastori". In un contesto come il Sinodo sulla famiglia, in cui l'assemblea generale dei vescovi dedica la sua attenzione proprio alla famiglia e alla sua evoluzione nella società attuale, le parole dell'alto prelato suonano come una vera e propria apertura verso i divorziati.

Edro ha detto che i divorziati sono invitati ad ascoltare la parola di Dio, a partecipare alla liturgia della Chiesa, alla preghiera e a compiere le opere buone della carità e la pastorale della chiesa deve prendersi cura di loro in un modo tutto particolare, tenendo presente la situazione di ciascuno, perché occorre tenere conto della differenza tra chi ha colpevolmente rotto un matrimonio e chi invece è stato abbandonato.

Nella foto qui sotto Papa Francesco con il Cardinale Peter Erdo.

Papa Francesco e Peter Erdo

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