Marinelli (Sapienza) a PolisBlog: "Ecco le contraddizioni di YouDem"

YouDem, la web-tv del Partito Democratico trasmette ormai da circa due settimane. E’ un progetto ambizioso sul quale il Pd ha puntato molto nell’ottica di fornire agli utenti (fan o meno di Veltroni) uno strumento di superamento dell’informazione mainstream dando loro la possibilità di pubblicare contenuti video che raccontino l’Italia dimenticata o censurata dai media tradizionali.
PolisBlog ne ha parlato con Alberto Marinelli, docente di nuovi media presso l’Università di Roma “Sapienza”.

Professore, ci spiega cos'è una web-tv? YouDem lo è?
"Una web tv è una piattaforma in ambiente di rete Internet (IP) per visualizzare in streaming contenuti audiovisivi, organizzati in forma di palinsesto (o diretta) o in forma di canali accessibili on demand. In molti casi la piattaforma consente agli utenti registrati anche funzioni di upload di contenuti, archiviazione mediante tag, introduzione di commenti e voto. YD è organizzata secondo il modello YT e risponde a tutte queste caratteristiche".

E' anche un socialnetwork come spiegano gli addetti ai lavori?
"Come YT, anche YD non è in senso stretto un social network; non è possibile assimilare questi ambienti a Facebook. YD non ha come obiettivo l’esposizione della propria personalità, il contatto in tempo reale con gli altri utenti, la gestione e la condivisione delle proprie memorie, etc.: in una parola, la gestione della propria relazionalità. Si limita a funzioni come quella del commento (propria dei blog) o del voto (usato scarsamente anche in YT). Probabilmente si fa confusione intendendo per social network un sorta di rete di corrispondenti, in parte ma non sempre iscritti al partito, che dovrebbero documentare “autonomamente” quanto accade (e la tv tradizionale non documenta). In questo caso può esistere un network e una comunanza di ideali rispetto ai quali si orienta la produzione di documentazione da uploadare su YD. Ma tutto questo non porta YD a assomigliare a un social network in ambiente di rete".

Dal Pd parlano di rivoluzione nell'ambito della comunicazione politica italiana. E' davvero così?
"Non so cosa si abbia in mente quando si parla di rivoluzione nella comunicazione politica. Se si intende il tentativo di innovare rispetto ai talk show della tv generalista, sia nella versione salottiera/governativa (Porta a porta) sia nella versione di piazza/barricadiera (Anno zero), sposando la cultura partecipativa della rete, sicuramente siamo di fronte a un deciso cambio di direzione. La scommessa è quella di intercettare un pubblico che non si ritrova nelle forme comunicative proprie dei media tradizionali e che ha l’abitudine a gestire autonomamente la propria presenza negli ambienti di rete. La declinazione in senso politico, richiama evidentemente i movimenti grassroots, almeno per quanto riguarda l’attivazione spontanea, autonoma, dal basso di coloro che fanno parte della comunità. Ma proprio su questo punto, a mio avviso, possono emergere delle contraddizioni".

Ovvero?
"YD è al tempo stesso la televisione di un partito e l’ambiente in cui dovrebbero/potrebbero convergere le iniziative autonome di soggetti che non necessariamente sono in linea con le prese di posizione e le mappe valoriali del partito. La logica “individualistica” (in senso teorico) che fonda gli ambienti di network mediati da tecnologie difficilmente riesce a comporsi con le forme organizzate che un movimento politico riformista deve comunque esprimere. Probabilmente YD vuole essere l’una e l’altra cosa: ospitare interventi promossi in totale autonomia e rilanciare comunque attività e posizioni espresse dal partito nelle sue forme organizzate e dai suoi leader, che figurano come “partecipanti” al pari degli altri. Questa ambiguità in un contesto come la web tv di Obama è nettamente risolta a favore di un meccanismo comunque di tipo top-down: le tecnologie interattive sono usate prevalentemente per far accedere il pubblico a contenuti on demand che riguardano il leader".

A parte la riproposizione on line in diretta di ciò che viene mandato sul satellite, qual è la differenza tra YouTube e YouDem.tv?
"Dal punto di vista del modello non ci sono particolari differenze ad eccezione del fatto che la finalizzazione dei canali è esplicitamente orientata al dibattito politico in YD e quasi totalmente libera in YT. Il ricorso alla piattaforma satellitare merita una riflessione a parte. Sembra svolgere la funzione di rendere visibili su piattaforme più diffuse (e destinate a altri pubblici) contenuti che altrimenti rimarrebbero confinati agli utenti tecnologicamente più avanzati. La scelta sembra comunque discutibile. Non si capisce come fare a intercettare, tra le centinaia di canali dell’offerta satellitare, la televisione del Partito Democratico. Il palinsesto, inoltre, oscilla schizofrenicamente tra la riproposizione dei filmati uploadati in rete, la documentazione delle campagne elettorali americane (compresi gli spot dei candidati, rigorosamente rifiutati dal PD nel contesto italiano), brani di manifestazioni del partito, etc ... La mia sensazione è che non basta aggiungere una finestra in più sul mondo per ottenere disponibilità a guardarla. E inoltre, come ormai è evidente dall’osservazione dei comportamenti, l’atto percepito come significativo è quello di contribuire (dopo averlo realizzato con fatica e spesso con grande competenza) con il proprio filmato, non di guardare quello degli altri".

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