Caso Azzolini: Pd si oppone a uso intercettazioni e Casson si autospende

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Il Partito Democratico, la Lega Nord e il Nuovo Centro Destra hanno votato contro l'autorizzazione all'uso delle intercettazioni del presidente della commissione Bilancio del Senato, Antonio Azzolini. Forza Italia non ha partecipato al voto: Elisabetta Maria Casellati è stata eletta al Csm, mentre Giacomo Caliendo e Lucio Malan erano assenti. In ogni caso, secondo la maggioranza della Giunta per le immunità, dietro la richiesta della procura di Trani inoltrata nell'ambito dell'inchiesta sul porto di Molfetta, ci sarebbe un tentativo di persecuzione.

A votare a favore della richiesta, invece, sono stati i senatori del Movimento 5 Stelle e Felice Casson (Pd). Quest'ultimo, dopo la scelta della giunta, si è detto incredulo per quanto avvenuto e ha deciso di sospendersi dal gruppo democratico. Ora sul caso Azzolini dovrà pronunciarsi l'aula, che potrà ratificare o meno la decisione del "no" all'impiego delle intercettazioni.

Azzolini, che è stato sindaco di Molfetta e ora è senatore di Ncd, è indagato nell'inchiesta sulla presunta maxi-frode da 150 milioni per la costruzione del nuovo porto della città pugliese. Le accuse nei suoi confronti, tutte da confermare, sono quelle di associazione per delinquere, reati ambientali e truffa. Secondo la procura, era "colpevolmente" a conoscenza che nei fondali dell'area del cantiere c'erano decine di bombe e di barili di sostanze nocive. Inoltre avrebbe distratto e utilizzato un'ingente somma di denaro pubblico (147 milioni) per scopi diversi da quelli inerenti all'opera pubblica, il cui costo iniziale era stimato intorno ai 72 milioni di euro.

Casson, appartenente al gruppo dei civatiani del Pd, con la sospensione non ha voluto probabilmente dare solo un segnale sul caso specifico. L'ex magistrato è da lungo tempo in polemica con la maggioranza renziana. Dalla riforma costituzionale alla riforma della giustizia, non ha mancato di esprimere il suo disappunto sull'operato del governo. Allora, forse è lecito pensare che non sia un caso che il dissidente democratico abbia preso una decisione così drastica proprio a ridosso del voto della fiducia al disegno di legge delega sul lavoro, sulla quale insieme alla minoranza ha posizioni molto critiche.

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