Il Senato respinge le dimissioni di Walter Tocci (Pd)

Il Senato ha respinto le dimissioni di Tocci (PD)

26 novembre - L'assemblea del Senato ha respinto con 150 voti contrari, 52 voti a favore, 3 astenuti la richiesta di dimissioni del senatore Pd, Walter Tocci.

Determinanti i voti dei compagni del PD, che hanno rigettato le dimissioni di Tocci: già Luigi Zanda, capogruppo in commissione, prima della riunione di poco fa aveva dichiarato:

"Chiedo al Senato di respingere le dimissioni di Walter Tocci nella certezza che verranno respinte e che lui non le ripresenterà, e accetterà la decisione dell'Aula."

Sulla stessa linea il compagno di partito Andrea Marcucci, che su Twitter ha scritto:

Jobs Act: Walter Tocci (Pd) si dimette da senatore

tocci_pd

Ieri l'aveva annunciato prima dell'intervento in Senato durante la votazione sul Jobs Act, "Voto sì alla fiducia, ma subito dopo mi dimetto da senatore". Non si trattava di un semplice sfogo, Walter Tocci, senatore del Pd, dopo un accorato intervento in cui evidenziava i motivi della sua contrarietà alla riforma del lavoro varata dal governo, ma votava sì per lealtà al partito, ha presentato le dimissioni da senatore.

Lo conferma sul suo blog, spiegando che "I progetti raccontati ai cittadini non corrispondono ai testi che votiamo in Parlamento".

L'opinione pubblica ha capito che stiamo cancellando l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, ma questo non c'è scritto nella legge delega. D'altronde, quell'articolo non esiste più nella legislazione italiana perché è stato cancellato due anni fa dal governo Monti. Quindi in Italia sono già possibili licenziamenti individuali per fondati motivi. Ora si vuole aggiungere che si può licenziare anche dichiarando motivi falsi in tribunale. Ma questo è contrario alla civiltà giuridica.
Inoltre si è promesso ai giovani il superamento dell'attuale precarietà, ma gli strumenti della legge e la mancanza di risorse non garantiscono il raggiungimento dell'obiettivo. Per non deludere le aspettative dei giovani dovremmo cambiare molte parti di questa legge, ma la chiusura della discussione impedisce i miglioramenti.

Tocci evidenzia come queste misure siano in contrasto con il programma presentato alle elezioni del 2013, e quindi con il suo mandato elettorale, ma dice anche di sentire la necessità di rispettare le decisioni prese dal partito. Da qui la decisione di votare la fiducia e dimettersi.

Walter Tocci, già vicesindaco di Roma sotto Rutelli dal 1993 al 2001, fa parte dell'ala "civatiana" del partito. Proveniente dal Pci e poi dal Pds-Ds, è in Parlamento dal 2001, prima come deputato e poi come senatore, dopo molti anni nell'amministrazione romana, prima come consigliere comunale e poi come vicesindaco e assessore ai Trasporti.

È già partita la corsa a chiedere a Tocci di ritirare le dimissioni, richieste che arrivano da maggioranza e minoranza del Pd. Stefano Fassina dice "Capisco la sua delusione di fronte alla deriva del Pd verso posizioni conservatrici su un tema decisivo come il lavoro. Gli chiedo di rifletterci e di ripensarci", mentre stamattina Matteo Renzi ha commentato che farà "di tutto perché Tocci non si dimetta, lo considererei un grave errore e una perdita per il partito". La segreteria Pd riunita oggi ha discusso anche di questo, e il vicesegretario Guerini in conferenza stampa ha ufficialmente chiesto a Tocci di ritirare le dimissioni.

Foto: waltertocci.blogspot.com

  • shares
  • Mail
2 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO