Processo alla Commissione Grandi Rischi: 6 assolti in appello. Due anni a De Bernardinis

In primo grado gli scienziati della Commissione Grandi Rischi erano stati condannati a sei anni per omicidio colposo. Gli aquilani indignati: "Vergogna!".

Ore 17:18 - È stata appena letta la sentenza del processo d'appello alla Commissione Grandi Rischi: i sette esperti che in primo grado erano stati condannati a sei anni per omicidio colposo sono stati tutti assolti per non aver commesso il fatto. Ricordiamo che i sette scienziati in questione sono Giulio Selvaggi, Franco Barberi, Enzo Boschi, Mauro Dolce, Claudio Eva, Michele Calvi e Bernardo De Bernardinis. Quest'ultimo, ex vice capo del settore tecnico della Protezione Civile, tuttavia è stato condannato a due anni di reclusione, ma con pena sospesa, per le accuse di omicidio colposo e lesioni colpose per alcune delle vittime, mentre è stato assolto per le stesse accuse nei confronti di altri morti a causa del sisma e i cui famigliari si sono costituiti parti civili.

I cittadini dell'Aquila non hanno affatto apprezzato la sentenza, alcuni di loro erano presenti e hanno urlato "Vergogna!".

10 novembre 2014 - Dovrebbe arrivare nel pomeriggio di oggi la sentenza del processo d'appello contro i sette scienziati della Commissione Grandi Rischi a L'Aquila che sono stati condannati a sei anni per omicidio colposo nel processo di primo grado con l'accusa di aver rassicurato la popolazione e sottovalutato il rischio sismico alla fine della riunione che la Protezione civile convocò il 31 marzo 2009. Cinque giorni dopo, il 6 aprile 2009, ci fu il terremoto che provocò la morte di 309 persone.

10 ottobre 2014, ore 16.45: si è chiusa la prima udienza del processo d'appello. Si riprenderà venerdì. Come avevano anticipato svariate fonti, si procederà al ritmo di due udienze a settimana con l'obiettivo di arrivare a sentenza entro ottobre.

La difesa ha presentato ricorsi per un migliaio di pagine, nel tentativo di scardinare l'impianto della sentenza di primo grado e le tesi dell'accusa. Fra i vari argomenti, uno fa scalpore: è stato sostenuto che la riunione della Grandi rischi non fosse effettiva, perché non erano state rispettate le regole per la convocazione e perché non si era raggiunto il numero legale. Il che è semplicemente ridicolo, visto che è stato stilato un verbale della commissione medesima.

L'accusa ha confermato e ribadito le proprie tesi, e il p.g. Como ha chiesto la conferma della condanna in primo grado a sei anni per tutti i componenti della commissione che si riunì quel fatidico 31 marzo 2009.

Processo Commissione Grandi Rischi, inizia l'appello

Sentenza Processo Grandi Rischi

Domani, 10 ottobre 2014, inizia il processo d'appello alla Commissione Grandi Rischi in carica quando ci fu il terremoto dell'Aquila (6 aprile 2009).

Il Processo alla Commissione Grandi Rischi è un evento di enorme interesse giornalistico, giudiziario, politico e storico, anche se la copertura mediatica. naturalmente, diventa intensiva solamente quando c'è qualcosa di nuovo da dire. Domani comincia il processo d'appello, dopo la condanna in primo grado di tutti gli imputati.

Su queste pagine, ho seguito abbondantemente il pregresso, ma vale la pena parlarne ancora, visto che la campagna mediatica che ha bollato la sentenza di primo grado come un "processo alla scienza" insensato è un mantra che funziona. Un mantra che, però, non ha alcun fondamento.

Se qualcuno volesse dare lettura della sentenza integrale di primo grado, la può trovare qui. Sono settecento pagine: il lettore avvezzo a questo tipo di questioni capirà bene come sia anche troppo semplice darne semplificazioni, a sostegno dell'una o dell'altra tesi.

Anche quel che scrivo io, fatalmente, è una semplificazione. Tuttavia, si può seguire abbondantemente la questione con qualche lettura ragionata.

Di seguito alcuni pezzi del sottoscritto.


    Quando si è aperto il processo e perché?
    La condanna in primo grado: perché?
    Grandi rischi, grandi responsabilità.

Un ottimo lavoro è stato fatto, poi, da Ranieri Salvadorini su Lettera43


    - L'Aquila, processo Grandi rischi: ambiguità e mistificazioni
    - Processo Grandi rischi: se scienza fa rima con falsificaziona
    - Processo grandi rischi: solo la Cgr parla di mancato allarme
    Grandi Rischi, perché la ricostruzione statunitense è sbagliata

Informazione locale:


    Il sunto di News Town

Il problema è che, in eventi come questo, si mescolano le convinzioni personali alle letture mediatiche più semplici e semplificate – che di solito fanno comodo a chi poù urlare più forte, molto meno comodo a chi, invece, ha un pubblico di nicchia e deve, sostanzialmente, ripetere sempre le stesse cose.

C'è addirittura chi ha scritto a Napolitano (subito ripreso da veline sistemiche e da grandi quotidiani) a proposito di quello che, come si diceva, è stato raccontato come processo alla scienza. C'è stato chi ha scritto anche in senso opposto, spiegando per bene i fatti: non ha trovato uguale appoggio e sostegno dai titoloni di quotidiani cartacei e online. Ecco perché nelle fonti scelte trovate solamente link relativamente "di nicchia". Perché la tesi dell'assurdo ha avuto talmente tanto rilievo mediatico da essere diventata quasi opinione pubblica. È così che si crea il pensiero unico, e l'unico modo per smontarlo è costruire una rete di informazioni basata sui fatti.

Un solido aiuto alla comprensione dei fatti lo dà proprio il mastodontico lavoro contenuto nella sentenza, o perlomeno la lettura delle conclusioni (punto 4.7, pag 322)


    Da quanto sopra esposto può fondatamente affermarsi che gli imputati chiamati a valutare il rischio sismico, in funzione di previsione e prevenzione, al fne di evitare o di ridurre al minimo i danni di un’eventuale calamità, e a fornire in tal senso al Dipartimento della Protezione Civile, agli enti locali, e più direttamente all’intera popolazione, una informazione chiara, corretta e completa, venivano meno ai loro compiti.
    Essi, in occasione della riunione del 31.3.09, procedevano ad un’analisi del rischio assolutamente approssimativa, generica ed inefficace [...]

    così dimostrando, per superfcialità o per insuffciente attenzione o anche solo per scarsa consapevolezza dei doveri che la legge impone ai membri della Commissione Grandi Rischi, di non essere stati in grado di comprendere e utilizzare, in modo adeguato, tutti i dati a disposizione per la valutazione e per la previsione del rischio; e di non essere stati capaci di orientarne l’interpretazione nella direzione della prevenzione e della corretta informazione [...].

    Ciò che si rimprovera agli imputati, dunque, non è, a posteriori, la mancata previsione del terremoto o la mancata evacuazione della città di L’Aquila o la mancata promulgazione di uno stato di allarme o un generico mancato allarme o un generico “rassicurazionismo”. Non si rimprovera agli imputati l’assenza di virtù profetiche, ma si rimprovera la violazione di specifci obblighi in tema di valutazione, previsione e prevenzione del rischio sismico disciplinati dalla normativa vigente alla data del 31.3.09 e la violazione di specifici obblighi in tema di informazione chiara, corretta e completa.

A police officer stands on April 6, 2009

Per semplificare, comunque (visto che sembra necessario), ecco alcune domande-risposte sul processo.


    FAQ sul Processo alla Commissione Grandi Rischi

    1) Cos'è la commissione Grandi Rischi
    Una struttura collegiale di riferimento per il Dipartimento della Protezione Civile. La sua funzione principale è fornire pareri di carattere tecnico-scientifico su quesiti del Capo Dipartimento e dare indicazioni su come migliorare la capacita di valutazione, previsione e prevenzione dei diversi rischi. [Si veda il sito della Protezione Civile]

    2) Cos'ha fatto all'Aquila?
    Si è riunita il 31 marzo 2009, ha prodotto un verbale striminzito e alcune dichiarazioni generiche, di sostanziale rassicurazione della popolazione. La riunione era stata voluta da Bertolaso. E anche l'operazione mediatica.

    3) Chi sono gli imputati del processo?
    Franco Barberi, presidente vicario della Commissione Grandi Rischi all'epoca, Bernardo De Bernardinis, già vice capo del settore tecnico del dipartimento di Protezione Civile diretta da Guido Bertolaso, attualmente in forze all’ISPRA, Enzo Boschi, già presidente dell’Ingv (l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, noto alle cronache per le informazioni sulle scosse di terremoto, che monitora quotidianamente), Giulio Selvaggi, direttore del Centro nazionale terremoti, Gian Michele Calvi, direttore di Eucentre e responsabile del progetto C.A.S.E. (la soluzione abitativa post terremoto voluta da Berlusconi e Bertolaso), Claudio Eva ordinario di fisica all’Università di Genova, Mauro Dolce direttore dell’ufficio rischio sismico di Protezione Civile.

    4) Per cosa sono stati condannati in primo grado?
    Per omicidio colposo e lesioni.

    5) È un processo alla scienza?
    No.

    6) La condanna è per mancato allarme?
    No.

    7) Qualcuno ha accusato la Commissione Grandi Rischi di non aver previsto con esattezza il terremoto?
    No.

    8) Ma allora, perché sono stati condannati?
    Perché il giudice ha ritenuto – accogliendo la tesi accusatoria e mettendo assieme tutte le dichiarazioni rilasciate, i verbali della Commissione, le interviste, le perizie e le consulenze e individuando un nesso di causalità fra il comportamento degli imputati e le morti di alcune vittime del terremoto dell'Aquila del 6 aprile 2009 – che gli imputati abbiano violato un i loro specifci obblighi in tema di valutazione, previsione e prevenzione del rischio sismico e i loro di specifici obblighi in tema di informazione chiara, corretta e completa. Questa violazione ha cagionato, colposamente, decessi e ferimenti.

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