Il Partito della Gente: nasce un nuovo movimento simil-democristiano

Alla sua guida Sergio Marini, ex presidente di Coldiretti.

Nasce il Partito della Gente. E nasce già con un atto di coraggio, dal momento che nel nome recupera proprio quella denominazione ("partito") da cui tutti, ma proprio tutti, sono scappati nel corso degli anni (al momento è rimasto solo il Partito Democratico a fare uso del termine gemello della politica). Ma che cos'è questo Partito della Gente? Dal nome, che rimanda al qualunquismo estremo, lo si potrebbe anche scambiare per un movimento di protesta, se non addirittura per uno scherzo, un nome buono per una pagina di Facebook che prenda in giro la politica classica. Facendo uno sforzo in più, si potrebbe pensare a una riedizione del mitico Partito dell'Uomo Qualunque, se non addirittura a una pallida imitazione del Movimento 5 Stelle.

Niente di tutto questo: il Partito della Gente è l'ennesimo nato nella galassia ex-democristiana, nuovo tentativo di rivitalizzare quel centro cattolico che ormai pare proprio essere in via d'estinzione, nonostante i mille sforzi profusi per donargli nuova vita a cui abbiamo assistito nel corso della Seconda Repubblica. Un nuova scheggia impazzita della galassia ex-Dc che si è donato un tocco di qualunquismo, di anti-casta, che di questi tempi è quasi d'obbligo. Si legge nella pagina del sito internet che promuove la convention di oggi alla Domus Pacis (tempio della Dc) di Roma:

Non vogliamo più la politica barocca e autoreferenziale, tutta slogan e ipocrisia, confezionata come un bene di lusso, lontana dalla Gente............... Il nostro è uno spazio partecipato da tutti per discutere insieme come "riprenderci l'Italia. Non dunque effetti speciali ma la presenza e l'impegno di un gruppo di uomini e donne, di ogni parte d'Italia,di ogni estrazione sociale e culturale che fondano nel buon senso, nella concretezza e nella credibilità il Progetto Politico per il recupero della Sovranità Popolare.

Attenzione alla gente comune, non tantissima attenzione invece nei confronti della lingua italiana, vista l'abbondanza di puntini, gli spazi mancanti dopo le virgole e le virgolette che non si chiudono (per non parlare della grafica ruspante). Ma pazienza, non è il caso di stare a mettere i puntini sulle i quando si tratta di "recuperare la sovranità popolare". A guida di questo movimento, che probabilmente punta a trovare spazio nel campo di centrodestra moderato che si sta rapidamente sgretolando con il declino di Forza Italia, troviamo Sergio Marini, per oltre sei anni presidente di Coldiretti, il sindacato più rappresentativo degli agricoltori. Con lui, oltre cinquanta tra movimenti e associazione del mondo delle imprese, del volontariato, del sociale.

Per prima cosa, Marini si scaglia contro Renzi e la sua politica degli annunci; poi spiega a Repubblica qual è l'ambizioso programma del suo partito:

"La prima cosa da fare è a livello comunitario: dobbiamo concordare uno sforamento serio del tetto del 3%, come ha fatto la Francia, e recuperare una decina di miliardi l'anno per fare un po' di investimenti pubblici, soprattutto in tutto ciò che può rappresentare il futuro dell'Italia: nel turismo, nella cultura, nelle manutenzioni, tutto ciò che rende l'Italia più bella e accogliente. Le imprese devono ottenere solo una cosa: semplificazione e sburocratizzazione. E sul fisco bisogna trovare un meccanismo di tassazione concordato".

Sforamento del deficit, sburocratizzazione, investimenti nel turismo e nella cultura. Per rendere l'Italia "più bella e accogliente". Parole rivoluzionarie, che mai si erano sentite pronunciate dai rappresentanti dei partiti (o della gente?) italiani. A guidare la rivoluzione con Sergio Marini troviamo Mario Tassone, segretario della Cdu ed esponente prima della Dc e poi dell’Udc; Gianni Fontana, presidente dell’Associazione Democrazia Cristiana e Natale Forlani, direttore generale immigrazione del Ministero del Lavoro e già portavoce del Forum persone e associazioni di ispirazione cattolica nel lavoro. Ma il vero big che il Partito della Gente spera di imbarcare è Raffaele Bonanni, appena uscito dalla Cisl.

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