Alluvione Genova, Renzi: «Non vi lasceremo soli». Slogan da campagna elettorale permanente

Il premier parla da Bologna. Ma non produce contenuti originali e si scaglia ancora una volta contro il nemico "burocrazia". Come se il problema fosse quello e non, invece, la mancanza di una seria pianificazione.

Alluvione Genova - Matteo Renzi

Alluvione a Genova - Arrivano con parecchio ritardo, così come gli allarmi, le parole di Matteo Renzi a proposito del disastro nel capoluogo ligure.

Il Presidente del Consiglio, che viene raccontato in "costante contatto" con Franco Gabrielli, capo della Protezione Civile (e ci mancherebbe altro, visto che il Dipartimento della Protezione Civile dipende dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri), non brilla certo per originalità, nelle sue esternazioni riportate dalle agenzie.

Prima ha riconoscito che quella di Genova è

«una vicenda molto grave».

Poi ha espresso la propria solidarietà e vicinanza sia alla famiglia della vittima sia ai commercianti

«in ginocchio. Non lasceremo solo chi vuole ripartire».

Una frase che si sente sempre, dopo ogni catastrofe naturale. Quindi, il Presidente del Consiglio ha fatto i consueti proclami relativamente al suo Governo, approfittandone ancora una volta per additare il grande nemico del perfetto neoliberista: la burocrazia.

«Il governo ha messo al centro il dissesto idrogeologico. Purtroppo in tante vicende emergono fenomeni difficili e sconcertanti ad esempio il fatto che le opere pubbliche siano bloccate dalla burocrazia».

Infine, l'Ansa riporta una frase che dice e non dice, come al solito:

«Non è detto che sia stata la mancanza di quell'opera pubblica l'unica causa di ciò che è accaduto».

No, non è detto, caro Presidente del Consiglio.

Quel che è certo è che non è nemmeno la burocrazia, il nemico delle opere pubbliche per la messa in sicurezza del territorio. Perché ben altri fatti hanno insegnato a tutti coloro che vogliono capire e ricordare che la deroga e la logica dell'emergenza portano con loro disastri ulteriori. Sciogliere lacci e lacciuoli è un finto problema.

Il dissesto idrogeologico, il rischio sismico vanno messi al centro di un piano non propagandistico di durata pluridecennale. Senza questo è perfettamente inutile scagliarsi contro la burocrazia.

Anzi, non è inutile. È solo l'ennesimo slogan da campagna elettorale permanente.

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