Miti della Riforma Gelmini: il maestro unico

In questi giorni di ferventi polemiche sui vari aspetti della Riforma Gelmini uno degli argomenti più dibattuti è il famoso e ormai pressoché mitologico maestro unico. Ci siamo occupati più volte in queste settimane del problema, cercando di spiegare che il maestro che scaturirà dalla riforma non è affatto unico ma prevalente; infatti sarà affiancato da 3 altri docenti "minori" ovvero gli specialisti di informatica, educazione civica e religione. Appurato questo rimane tuttavia la posizione di chi si oppone al dimezzamento dell'insegnante di riferimento.

Può allora essere di qualche utilità indagare sui motivi che portarono la classe politica pre-tangentopolitana ad adottare l'attuale sistema, smantellando di fatto la struttura educativa che aveva servito il paese dalla nascita della scuola dell'obbligo fino alla fine degli anni 80. Fu proprio nel 1990 infatti che l'allora governo Andreotti, appoggiato dal PSI che infatti aveva in Claudio Martelli un influente vice-presidente del Consiglio, decise di adottare un provvedimento di profonda riforma della scuola primaria italiana.

Ed è proprio Claudio Martelli, in un'intervista di oggi al Giornale, a rievocare quei tempi e cosa spinse la classe politica dirigente della Prima Repubblica a moltiplicare i docenti con la riforma firmata da Sergio Mattarella:

"Fu solo una questione di soldi. Quando si fanno queste riforme non è tanto in discussione la pedagogia. Si tratta più di questione di bilancio." spiega l'ex-delfino di Bettino Craxi.

Sarà infatti opportuno ricordare che il drastico crollo dei bambini delle elementari (da 4 a 2,5 milioni all'epoca) aveva messo a repentaglio un tale numero di posti di lavoro che il governo decise di intervenire direttamente per prevenire una crisi sociale.

Ma ora è scoppiato un putiferio. La sinistra parla di pensiero unico, gli studenti occupano le università.

"Io non travestirei le esigenze economiche con necessità pedagogiche che sinceramente non vedo. Non c'erano allora con l'introduzione del modulo e non ci sono adesso con il ritorno al maestro unico".

C'è da riflettere, vero? Oppure viene da pensare, per citare Adriano Sofri:

"Ma quando l'antica maestra intera si scisse nelle tre maestre per due classi, per ragioni sindacali contro il crollo demografico, si minò un pilastro della nostra convivenza".

La citazione di cui sopra è tratta dall'articolo dal titolo Ecco perché ci servono più maestre da libro Cuore, scritto da Sofri il 3 giugno 2008 (4 mesi fa) per la prima pagina del quotidiano Repubblica. Curioso eh?

  • shares
  • Mail
28 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO