Corea del Nord: Kim Jong-un salta Festa del Partito dei Lavoratori, colpo di Stato?

Kim Jong-un non presenzia alla Festa del Partito dei Lavoratori della Corea del Nord: si susseguono le voci di un golpe o di una malattia.

Kim Jong-un non presenzia alla festa del Partito dei Lavoratori, che celebrava i 69 anni dalla sua fondazione. E ora le voci di un colpo di Stato in atto in Corea del Nord si fanno sempre più insistenti. Il leader del regime di Pyongyang non appare in pubblico da 37 giorni consecutivi, infatti. Saltare appuntamenti così importanti può avere solo due spiegazioni: un regolamento interno al partito o gravi motivi di salute.

Kim Jong-un non è stato visto neanche al Palazzo del Sole, dove sono custoditi i corpi imbalsamati del padre e del nonno; negli ultimi due anni, invece, il dittatore nordcoreano c'era sempre andato. L'ultima volta che è apparso davanti alla gente risale al 3 settembre scorso: un concerto seguito insieme alla first lady Ri Sol-ju. Poi, più niente.

Kim Yong-un

La sua scomparsa dalla scena pubblica - la più lunga da quando è salito al potere, nel dicembre del 2011 - non fa che alimentare le voci di un colpo di Stato in corso in Corea del Nord. Tanto che in molti si chiedono se sia stato già deposto o se sia semplicemente ammalato. Gli 007 giapponesi dicono che soffra di gotta, riferendosi alle ultime immagini in cui zoppicava visibilmente.

Altri dicono che lo zoppicare sia stato causato da una frattura alla caviglia. E che Kim abbia il piede ingessato. Che un leader si mostri malato o, peggio, infermo e con uno stivale di gesso bianco, non è naturalmente ammissibile da queste parti. C'è poi chi giura che in realtà il leader abbia entrambe le caviglie rotte. Ma l'intelligence americana e occidentale è sicura che Kim Yong-Un sia stato deposto, forse arrestato o perfino giustiziato. E che già ora governi al suo posto la sorella, Kim Yo Jong, di 26 anni.

Le notizie ufficiali sono insufficienti a chiarire la situazione. "Non c'è nessun problema con la salute di Kim" faceva sapere la settimana scorsa l'agenzia di Pyongyang. Poi, più nulla. Se non qualche articolo pubblicato e spacciato per opera dello stesso Kim. Persino la Cina, alleata della Corea del Nord, s'interroga. La Corea del Sud nega la possibilità di un golpe, anche dopo lo scambio di artiglieria al 38 esimo parallelo tra le due Coree, che dimostrerebbe che il potere a Pyongyang è sufficientemente stabile da potersi permettere una provocazione e una scaramuccia.

Corea del Nord

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