Forza Italia travolta dai debiti: Parte la "rooming review"

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Solo un anno fa rinasceva Forza Italia, in seguito la crisi interna al Pdl. Le casse del partito, però, sono vuote e c'è una disperata esigenza di liquidità. Non ci sono solo 88 milioni di debiti pregressi a cui fare fronte, ma è stato registrato anche un buco di bilancio da 15 milioni. Una condizione così complicata ha reso necessario un intervento di Silvio Berlusconi, che ci ha tenuto ad evidenziare che non c'è nessun rischio di bancarotta e nessuna intenzione di voler chiudere bottega. Ecco cosa ha detto l'ex premier qualche giorno fa alla stampa: "Rimango letteralmente sconcertato nel leggere su diversi giornali alcune vere e proprie fantasie circa una mia presunta volontà di chiudere Forza Italia. Niente di più falso. Fra le motivazioni di questa fantasiosa indiscrezione ci sarebbe anche l'indebitamento del movimento. Ma dovrebbe essere noto a tutti che i costi di venti anni di battaglie azzurre per la libertà sono stati garantiti da mie fideiussioni, delle quali risponderei dunque personalmente".

Nessuno mette in dubbio la volontà di Berlusconi di non voler mollare la sua creatura politica, ma, vista la situazione, è arrivato il momento di stringere i cordoni della borsa. Ed ecco che Forza Italia ha incominciato ad elaborare una strategia di tagli che, in prima battuta, prevede quella che è stata definita una "rooming review" (il taglio delle stanze). In sintesi, la tesoriera di Forza Italia, Maria Rosaria Rossi, ha disdetto il contratto di affitto del terzo piano della sede del partito, ubicato in Piazza San Lorenzo in Lucina a Roma.

A darne la notizia è stato il Corriere della Sera. Secondo il quotidiano milanese, l'obiettivo del Cavaliere è quello di risparmiare con questa mossa almeno 20 mila euro al mese. Sia ben chiaro, però, Forza Italia non ha lasciato il palazzo: gli uffici del terzo piano sono stati trasferiti al secondo. Dunque, per far fronte alla crisi si dovrà stare tutti più stretti.

A dare la notizia agli "inquilini" è stato Denis Verdini. Il depositario del patto del Nazareno, suo malgrado, ha dovuto avvisare parecchie personalità del partito: Laura Ravetto (che aveva già abbandonato la stanza), il coordinatore dei circoli Forza Silvio, Marcello Fiori (che non avrà più a disposizione quatto stanze, bensì una soltanto), Giovanni Toti e Deborah Bergamini (che si sono ridotti la metratura).

Anche Daniela Santanché ha ricevuto l'invito a lasciare il piano nobile e secondo alcuni avrebbe fatto resistenza. Tuttavia, la diretta interessata ha smentito queste voci al settimanale Oggi, definendole delle "falsità". Resta il fatto, però, che la deputata non ha più un ruolo nel partito, visto che le deleghe sulla raccolta fondi sono state trasferite alla Rossi. E ciò non le darebbe diritto alla "pitonessa" al mantenimento dell'ufficio.

Per il Corriere, starebbe arrivando un "avviso di sfratto" anche per Daniele Capezzone, che sta nell'area dei dissidenti di Raffaele Fitto. Pare che l'ex radicale sarà invitato a lasciare la sua stanza perché "può usare tranquillamente quella di presidente della commissione Finanze di Montecitorio".

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