Kerry prova a riavviare il processo di pace tra Israele e Palestina

John Kerry

Domani, a Il Cairo, il segretario di Stato americano, John Kerry, chiederà a israeliani e palestinesi di rimettersi al tavolo della trattativa.

A darne notizia è stato un funzionario del dipartimento di Stato: "Sentirete il segretario di Stato riaffermare l'impegno degli Stati Uniti a collaborare con le parti per arrivare a una soluzione per due Stati e la nostra volontà a impegnarci ancora nei negoziati e a collaborare per facilitare un successo dei colloqui" (Via Afp).

L'ultimo tentativo di portare a termine un processo di pace si è concluso con un clamoroso fallimento nell'aprile scorso. Durante gli otto mesi di negoziati, il governo di Tel Aviv si è mostrato poco determinato: ha continuato a costruire unità abitative coloniche nei territori occupati e ha fatto segnalare una serie di ritardi nel rilascio dei prigionieri. Inoltre, ha costantemente rifiutato di prendere in considerazione la possibilità di un ritorno ai confini del '67.

Dopo la fine del dialogo, è nota a tutti la sequenza di eventi che ha portato alla situazione attuale: la nascita del governo di unità nazionale a Ramallah, la poca incisività del Presidente Abu Mazen nell'estensione della sovranità dell'Anp su Gaza e, infine, la scelta di Benjamin Netanyahu di portare a compimento l'offensiva Margine Protettivo. Operazione militare che ha lasciato sul campo più di 2.100 morti (80% civili).

Ora Gaza è un cumulo di macerie e bisogna fronteggiare in tempi brevi l'emergenza umanitaria e civile. Proprio per questo motivo, si riuniranno domani, in Egitto, i rappresentanti diplomatici di 30 paesi, insieme al segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon. L'obiettivo è che dall'incontro de Il Cairo saltino fuori, tanto per incominciare, almeno 1,6 miliardi di dollari di aiuti per la Striscia (la scorsa settimana il governo palestinese ha presentato un piano di ricostruzione generale che ammonta a 4 miliardi).

La maggior parte dei fondi dovrebbe essere subito indirizzata alla ricostruzione di case per i 100.000 palestinesi sfollati. Ricordiamo, a tale riguardo, che durante l'offensiva israeliana sono state distrutte circa 18.000 abitazioni. Washington ha fatto sapere che ci sarà tutto l'impegno affinché siano raccolte somme significative. I primi a contribuire saranno certamente i paesi del Golfo, ma saranno offerti aiuti anche da Stati Uniti e Unione Europea.

Tuttavia domani, nella capitale egiziana, i riflettori saranno puntati non solo sulla ricostruzione di Gaza. Il Segretario di Stato, infatti, dovrebbe incontrare anche Abu Mazen. L'incontro tra i due è il primo, dopo il duro discorso pronunciato dal Presidente dell'Anp davanti all'assemblea delle Nazioni Unite a settembre.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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