Silvio Berlusconi, la conferenza stampa da Villa Gernetto è finita. Non se ne coglie il senso

18.24: la conferenza stampa di Berlusconi è finita. Lascia francamente interdetti il contenuto della stessa. Berlusconi non intende ricandidarsi ma resta in campo (punta al Quirinale? E come?). Sta valutando con i suoi se togliere o meno la fiducia a Monti (ma a pochi mesi dalla scadenza "naturale"? E che senso avrebbe?). Attacca Monti (che ha causato la recessione), la Merkel e Sarkozy come dei nemici personali. Ringrazia i colleghi di partito. I giornalisti gli pongono sostanzialmente domande che riguardano "opinioni" dell'ex premier. Nulla di interessante, davvero. E allora, sfugge il senso di questa conferenza stampa, che è sembrata solamente l'ennesima, retirica, propaggine di una politica vecchia che non vuole saperne di lasciare che il tempo faccia il suo corso. Sì, è un cliché. Esattamente come quelli propinati dall'ex premier.

18.10: «Ruby è un procedimento scandaloso che si basa su stupidaggini».

18.08: «Valuteremo se togliere immediatamente la fiducia al governo o se proseguire fino alle elezioni».

18.05: a De Luca (Giornale Radio), che gli chiede in che modo si concretizzerà, il suo restare in campo, Berlusconi risponde:

«Rimarrò il presidente del mio movimento»

17.52: accanto a Berlusconi ora c'è Niccolò Ghedini, per rispondere a domande sulla sentenza di condanna a Silvio Berlusconi, già bollata come «La peggiore sentenza che mi sia capitato di vedere ai danni di un cittadino».

17.50: «Non siamo in democrazia. Siamo in una magistatocrazia».

17.40: «Il mio unico errore è stato di non riuscire a convincere gli elettori a darci più del 50%»

Silvio Berlusconi: la conferenza stampa in diretta

Ecco il "programma" proposto da Berlusconi:

1) Riduzione della pressione fiscale
2) Abolizione dell'Imu
3) Riforma di Equitalia
4) Abolire la norma della somma di 1000 euro in contanti
5) Ricominciare a usare il telefono: insiste sulle intercettazioni
6) Norme urgenti sulla riforma della giustizia

17.15: Berlusconi conferma di non avere intenzione di ricandidarsi.

17.10: Silvio Berlusconi è in conferenza stampa in diretta.

Silvio Berlusconi si ricandida premier - Elezioni Politiche 2013
Aggiornamento ore 13:30. In un'intervista al Tg5, Berlusconi conferma che la condanna di ieri modifica la sua decisione di ritirarsi, anche se non specifica se si ricandiderà premier:

Delle conseguenze ci saranno. Mi sento obbligato a restare in campo per riformare il pianeta giustizia perché ad altri cittadini non capiti ciò che è capitato a me

Addio primarie?

Berlusconi condannato pensa alla ridiscesa in campo


In questi ultimi mesi, specialmente da quando non è più premier, Silvio Berlusconi ci ha abituato ai repentini cambi di idea. Ma quello di cui parla Repubblica di oggi sarebbe senza dubbio il più clamoroso. A nemmeno quattro giorni dall'annunciato addio alla politica, e come conseguenza della condanna al processo per i diritti Mediaset, il Cavaliere starebbe pensando di ricandidarsi a capo del Governo, anche a costo di partecipare alle primarie del Pdl (che a quel punto vedrebbero il passo indietro di Alfano e forse di tutti gli altri candidati).

La condanna di ieri ha scosso Berlusconi. Da un lato era stato rassicurato dai suoi avvocati che la sentenza sarebbe stata favorevole, dall'altro sperava che l'annuncio del ritiro 48 ore prima del verdetto avrebbe rappresentato una sorta di salvacondotto. Ma così non è stato, e Berlusconi non è tipo da far passare sotto silenzio un evento simile: per ora chiama il suo popolo in piazza, ma potrebbe spingersi oltre e rifiutare i consigli di quanti (dai figli ad Alfano, passando per Ferrara e Letta) hanno premuto per il "passo indietro". Anche perché, nonostante la prescrizione per il caso Mediaset scatti fra appena due anni, c'è ancora il rischio di una condanna definitiva che lo interdirebbe dai pubblici uffici e lo farebbe decadere da parlamentare nella prossima legislatura.

Non solo, ma una eventuale condanna a più di 2 anni nel caso Ruby farebbe cadere i benefici dell'indulto 2006 e quindi la sospensione della pena a 4 anni per il processo Mediaset. Insomma, Berlusconi si troverebbe davanti a uno scenario da incubo, quello cioè di ritrovarsi in carcere e, come aveva profetizzato D'Alema (lo ricorda Belpietro su Libero), sul lastrico a causa dei risarcimenti a De Benedetti e ora all'Agenzia delle entrate. Una ricandidatura sarebbe indubbiamente una "legittima difesa", in quanto come premier potrebbe beneficiare di scudi (ed eventualmente nuove leggi ad personam) superiori a quelle di cui usufruiscono i semplici parlamentari.

E una ricandidatura come reazione a questa "condanna politica intollerabile" rappresenterebbe una spinta, anche se i sondaggi che danno il Pdl ai minimi storici difficilmente potrebbero segnare un'inversione di tendenza tale da permettere a Berlusconi di vincere le prossime elezioni. Ma una decisione del genere non sarebbe frutto di calcolo politico ma solo della rabbia e della voglia di rivincita, anche a costo di sfasciare tutto. Ma come sarà possibile fare un "passo indietro" dal "passo indietro" di mercoledì? Due gli scenari: nel primo sarebbe lo stesso partito a chiederglielo, con il ritiro di tutte le candidature alle primarie; nel secondo sarebbe Berlusconi a mandare all'aria le primarie constatata la "fiera delle vanità" messa in atto dal suo partito, e già denunciata da alcuni esponenti. E a questo punto salterebbe anche lo stesso Pdl, in favore di una lista civica a cui il Cavaliere continua a pensare con interesse.

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