Amministrative in Alto Adige: trionfano i nipotini di Haider


Die Freiheitlichen, testualmente I Libertari. Sì, ma chi sono costoro, si chiederanno in molti? La risposta viene direttamente dalle elezioni provinciali in Sud Tirolo, o Alto Adige per dirla all'italiana, in cui il partito guidato da Ulli Mair e Pius Leitner ha triplicato i propri voti, raggiungendo il 15%. Tutto questo soprattutto a scapito della Südtiroler Volkspartei (Svp) che per la prima volta vede il proprio consenso calare sotto il 50% (-7,5%).

Se la Svp piange di sicuro i partiti nazionali non ridono, visto che Pdl e Pd rimangono ampiamente sotto la soglia del 10%, mentre Lega, Udc e Idv da questa parti vantano percentuali da prefisso telefonico per adottare un vecchio adagio caro a Umberto Bossi. Il resto dei voti è frammentato, distribuito su un coacervo di piccole forze tra cui spicca la buona prestazione dei Verdi (5,8%), qui storicamente forti.

Ma torniamo alla lista trionfatrice e analizziamone le radici. Die Freiheitlichen nasce nel 1992 e aumenta progressivamente il proprio consenso fino a raggiungere il 9,4% alle scorse politiche. Il partito si caratterizza fin dalla nascita per le sue posizioni dure, soprattutto su immigrazione, autonomia e protezione dei sudtirolesi, e per molti aspetti appare contiguo agli austriaci del Fpö, la forza fondata e portata alla ribalta dal recentemente scomparso leader nazionalista Jorg Haider.

Se necessario, l'impressione è ulteriormente suffragata dal sito web del movimento, che recita Die Freiheitliche Partei in Südtirol - föderal/liberal - Tochterpartei der FPÖ in Österreich (partito affratellato, o letteralmente figlio del Fpö austriaco).

Di fatto questa è l'ennesima avvisaglia che soffia un vento nuovo in centro-Europa, e sarà bene che la politica italiana e internazionale cominci a tenerne conto.

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