Riforma della giustizia, l'Anm attacca: "Basta luoghi comuni, siamo la magistratura più efficiente d'Europa"

L'Associazione Nazionale Magistrati frena sulla riforma della giustizia e chiede verità: "Non siamo inefficienti"

Che la giustizia sia da riformare, rivoluzionare dice qualcuno, è dato oramai per assodato: sul "come" sono aperte polemiche, più che dibattiti, sia sul merito che sul metodo dei vari provvedimenti e delle politiche che si vorrebbe adottare in una radicale riforma della giustizia, civile e penale.

Ieri si è tenuto il Comitato direttivo centrale dell'Anm, l'Associazione Nazionale Magistrati (organismo rappresentativo, senza carattere politico, che raggruppa i magistrati italiani), che ha decretato la convocazione per domenica 9 novembre, a Roma, di un’assemblea generale straordinaria dei soci per discutere sulla riforma della giustizia.

Osservati speciali sono i provvedimenti che il governo Renzi vorrebbe applicare e che sono contenuti nella bozza di riforma presentata al Parlamento dal Guardasigilli Andrea Orlando, ma ancor più a cuore dell'Anm ci sono le polemiche sul ruolo, l'efficienza ed il merito della magistratura italiana.

Così il Presidente dell'Anm Rodolfo Sabelli all'AdnKronos ieri, al termine del Comitato:

"Le riforme che si vanno delineando sono lontane da quella rivoluzione che secondo facili slogan dovrebbe restituire alla giustizia piena efficienza e decoro. A questo si uniscono dichiarazioni pubbliche che associano ritardi della giustizia a una presunta scarsa produttività dei magistrati. [...] Il dibattito pubblico si immiserisce in polemiche deprimenti su ferie e sospensione feriale dei termini e sulla presunta chiusura estiva dei tribunali; un dibattito generato da esigenze di propaganda e cedimenti di sapore demagogico piuttosto che da reale volontà di riforma [...] creerà molti problemi organizzative non aumenterà l'efficienza del sistema".

Insomma, niente responsabilità civile dei magistrati, che ne minerebbe l'indipendenza, e sopratutto niente decreto legge per la riforma della giustizia; ma c'è anche la questione immagine, non secondaria nell'Italia renziana: ciò che contesta l'Anm è l'immagine che viene trasmessa della stessa magistratura, "inefficiente e pigra", a tratti fannullona (come quando si parla dei famosi 45 giorni di ferie l'anno). Un'immagine falsa, che verrebbe smentita dai dati europei sull'efficienza degli uffici giudiziari (che in realtà è una statistica che chi l'ha scritta ha specificato non possa essere strumento di comparazione tra i vari sistemi giudiziari europei, ma tant'è) e dalla realtà dei fatti.

Nonostante questo, Sabelli e l'Anm evidenziano la necessità di una riforma della giustizia "reale": dalla cultura della legalità ad una migliore distribuzione dei fondi ministeriali fino ad un'ulteriore aumento dell'indipendenza delle toghe, le richieste dell'Anm fanno categoria (come prevedibile) e vengono rispedite al mittente dallo stesso ministro Orlando:

"Guardiamo sempre con attenzione e interesse ciò che viene detto dall’Anm. In alcuni casi si tratta onestamente di critiche non condivisibili e non condivise, critiche che francamente sorprendono perché il rimprovero di non aver riformato la prescrizione utilizzando il decreto francamente non me lo aspettavo".

Fatto sta che la giustizia resta un terreno di scontro tra poteri dello Stato, uno scontro che sembra inasprirsi ogni giorno di più, nonostante il Paese sia uscito dai (ne)fasti berlusconiani.

View of the Milan court house on July 9,

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