Pd, avanti nei sondaggi. Renzi “mangia” il centro

La crisi economica non si sblocca e la mala politica imperversa ma Renzi, il suo partito e il suo governo, avanzano, non con il vento in poppa, ma avanzano.

voto

Gli ultimi sondaggi (Atlante Politico di Demos) disegnano una Italia (almeno quella dei potenziali elettori) pro Renzi, con il PD in crescita (oltre il 41%), la Lega in crescita (oltre il 9%), stabile il M5s (20%), tutti gli altri in discesa: Forza Italia al 15% (altri 3 punti in meno in poche settimane!), Ncd-Udc al 2,5%!

Di fatto, Renzi avanza trasversalmente, soprattutto prosciugando l’area centrista, al netto delle astensioni.

Questo è l’andazzo che pare piacere (anche o soprattutto?) a Silvio Berlusconi che nel voto sulla delega al Senato (Jobs Act), dopo aver giurato il “no” dei suoi contro la delega stessa, ha dato l’ok perché ben 51 senatori “azzurri” fossero assenti in aula quando si votava. E’ questo il patto del Nazareno?

Scrive oggi Eugenio Scalfari su Repubblica: “… il patto del Nazareno è un accordo sostanziale tra Renzi e Berlusconi affinché procuri vantaggi concreti all'uno e all'altro. Tutto questo avverrà anche, anzi soprattutto, quando Napolitano deciderà tra qualche mese di dimettersi dalla sua carica come ha più volte manifestato e le Camere dovranno eleggere chi lo sostituisca, nelle prime otto votazioni con maggioranza qualificata ma alla nona con voto del 50,1 degli aventi diritto. Che cosa dovrà fare quando sarà stato eletto, il neo presidente? È evidente: dovrà emettere quell'atto di clemenza che Berlusconi non si stanca di chiedere e di ricordare alla memoria di tutti e che è la sola cosa di cui ha veramente bisogno”. Chiaro?

Che ne pensano i cosiddetti centristi (da Alfano, Cesa, Mauro) che sostengono – ufficialmente nella maggioranza di governo – il premier e non pare si accorgano che Renzi li sta spolpando?

Risponde l’ex ministro Mario Mauro, presidente del PPI e promoter della Costituente Popolare: “La Costitente Popolare ha senso se esprime non solo radici e valori ma soprattutto un modo intransigente di fare il bene dell'Italia. Vale cioè la pena sostenere il governo se i nostri valori e le nostre radici sono rispettati nella sua azione. Il Pd invece approvato il Jobs Act al Senato dice che lo cambierà alla Camera come deciso in direzione dal partito. Renzi invita le forze dell'ordine a rispettare la legge, mentre i sindaci del Pd la violano sistematicamente disobbedendo al ministro dell'Interno. Un governo si regge sul rispetto e la condivisione. Altrimenti cade”.

E Renzi? Se la ride.

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