Forconi, la protesta del 5 dicembre è un flop. Il 9 dicembre in piazza

Su internet è sempre più incessante il tam-tam tra leader, esponenti e appartenenti al Movimento dei Forconi: da nord a sud, si preannuncia un inverno caldo.

Aggiornamento 6 dicembre - Torino, Padova, Savona, in tutta Italia la chiamata in piazza dei Forconi si è rivelata un flop. Appena sei nel capoluogo piemontese (con il responsabile torinese che si è dato malato), venti a Savona, un mite volantinaggio a Padova. Un blocco del traffico è segnalato sulla Roma-Latina. Le proteste, secondo quanto dichiarato negli scorsi giorni, proseguiranno fino al 9 dicembre.

Aggiornamento 5 dicembre - Si rivela un flop la protesta dei forconi prevista per oggi. I blocchi che dovevano preludere alla manifestazione del 9 dicembre hanno visto pochissime adesioni. Paradossale la situazione a Torino, dove era previsto un presidio a Piazza Crispi: si sono presentati appena dieci manifestanti, a fronte del doppio dei giornalisti e di un imponente schieramento di forze dell'Ordine (schierati 500 uomini nelle aree a rischio).

Aggiornamento 3 dicembre - Tra due giorni si potrebbero riportare nuovamente notizie dei cosiddetti "forconi", quel Coordinamento 9 dicembre assurto agli onori delle cronache un anno fa e silenziatosi da febbraio.

Vi abbiamo documentato periodicamente alcuni aggiornamenti, a dir la verità poco efficaci per comprendere cosa concretamente potrebbe accadere tra venerdì 5 dicembre e martedì 9 dicembre, quando scadrà "l'ultimatum" intimato dal Coordinamento a Governo e Parlamento.

In molte zone d'Italia in realtà si starebbero organizzando alcuni presidi come quelli che lo scorso anno in parte bloccarono vene ed arterie stradali del Paese, fino alla manifestazione di Roma del 18 dicembre.

Napoli, Milano, Benevento, sono molte le città nelle quali si terranno mobilitazioni di piazza e presidi; così un lancio Ansa del 1 dicembre scorso:

"Doveva essere una conferenza stampa, per presentare la protesta, ma i piani restano segreti. I leader dei Forconi, che venerdì tornano in piazza in tutta Italia, si sono presentati in elicottero a Casale Monferrato. Ad aspettarli un gruppo di manifestanti in tenuta militare. "I piani restano segreti", dice il coordinatore regionale del movimento Riccardo Visetti mostrando una valigetta rigorosamente chiusa. "Posso assicurare - si limita a dire - che saranno manifestazioni pacifiche"."

Si terranno presidi a Latina, Bologna, Livorno, Torino, come annunciato in un'intervista a Repubblica del 29 novembre da Danilo Calvani, lo scorso anno mattatore della protesta.

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Calvani ha spiegato che non ci saranno blocchi stradali ma azioni di volantinaggio e che le proteste non saranno in alcun modo violente. L'ultimatum di cui si parla verrà enunciato ufficialmente proprio il 5 dicembre e sarà rivolto a Governo, Parlamento e Presidenza della Repubblica: il Coordinamento chiederà lo scioglimento delle Camere.

Nei volantini che cominceranno ad essere distribuiti dal 5 dicembre prossimo nelle città italiane le richieste del Coordinamento verranno distribuite nelle piazze e nelle strade italiane

Aggiornamento 24 novembre, ore 11.04 - Si avvicina il 5 dicembre e comincia a farsi serratissimo il conto alla rovescia nel Coordinamento 9 dicembre, istituito lo scorso anno prima dei movimenti di piazza che in dicembre bloccarono letteralmente, per almeno 48 ore, l'Italia da nord a sud.

Questa mattina, a 11 giorni "dall'inizio delle ostilità" (il movimento, seppur forte nei toni e nelle richieste, si è dimostrato essere pacifico), un comunicato è stato pubblicato sulla pagina Facebook del Coordinamento:

"Il sistema si sta preparando alla "resa dei conti", sta cercando in tutti i modi di rimescolare le carte e di far dimettere Napolitano, vogliono sostituirlo, pensano che in questo modo la rabbia della gente si plachi...in poche parole un Parlamento delegittimato vuole nominare un "nuovo presidente della Repubblica"infischiandosene della Costituzione, della sovranità e della volontà popolare.
Tutto ciò sarà fortemente impedito con la scesa in campo del coordinamento..contro questi parassiti "NON FAREMO PRIGIONIERI" e quindi comunichiamo quanto segue: Tutti i responsabili del disastro Italiano devono essere processati e arrestati, tutta l'attuale classe politica non può e non deve essere ricandidata alle prossime elezioni...l'unica cosa a cui si possono candidare è.....COSTITUIRSI nelle patrie galere!!!"

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Il prossimo 5 dicembre prenderà corpo l'ultimatum lanciato dal Coordinamento, riassumibile con "dimettetevi tutti": ultimatum che scadrà il 9 dicembre, giorno in cui probabilmente il movimento scenderà in piazza nelle stesse modalità dello scorso anno.

Forconi, il 5 dicembre di nuovo in piazza?

ITALY-DEMONSTRATION-FORCONI

Forconi di nuovo in piazza?

La possibilità si fa strada sempre più concretamente: il prossimo 5 dicembre il popolo dei forconi potrebbe tornare a presidiare piazze, strade, caselli autostradali per una nuova maxiprotesta, sul filone di quella dello scorso inverno.

Su internet il tam tam si fa strada già da diversi giorni ma solo ultimamente i volti più noti del movimento hanno cominciato ad esporsi chiaramente sull'evento del prossimo 5 dicembre: così il capopopolo del Coordinamento 9 dicembre di Latina Danilo Calvani questa mattina su Facebook:

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Secondo quanto è possibile sapere i forconi emetteranno un ultimatum il prossimo 5 dicembre, nell'ambito di nuove proteste simili a quelle del dicembre 2013, chiedendo a tutti i politici italiani di rassegnare le dimissioni entro e non oltre il 9 dicembre 2014 (anniversario del primo anno della protesta popolare dei forconi).

Ultimatum al quale seguirà, a detta di tutti, la presa d'atto "del popolo" del rifiuto della politica "ad andarsene a casa", con le conseguenti reazioni; ieri a Pontinia, vicino Latina, una riunione straordinaria del Coordinamento 9 dicembre, capeggiata proprio da Danilo Calvani e dai referenti regionali della protesta, ha decretato ufficialmente la "ripresa delle ostilità":

"Inizino le ostilità contro l’attuale regime politico, che ha usurpato la nostra Costituzione e i nostri diritti, per il giorno 5 dicembre. Inoltre, diamo 4 giorni di tempo dalla data di inizio ostilità, a tutti gli usurpatori costituzionali per lasciare libere dalla loro presenza corrotta e pericolosa, le nostre Istituzioni.
Avvertendo altresì che tutto ciò che avverrà contro l’ormai esausta e violentata volontà popolare sarà addebitato totalmente quale colpa a coloro che non avranno rispettato la volontà popolare sancita dalla nostra Costituzione."

recita il comunicato emesso al termine della riunione. Già nelle scorse settimane il Coordinamento 9 dicembre aveva ripreso a far parlare di se sui quotidiani locali delle zone pontine, quando con una nota aveva chiesto lo scioglimento delle camere e le dimissioni del Presidente della Repubblica Napolitano, chiedendo più giustizia sociale e l'istituzione di un Tribunale Speciale che quantifichi i danni economici subiti nel tempo "dal popolo".

Il prossimo 5 dicembre sarà dunque l'inizio di una nuova mobilitazione nazionale del Coordinamento 9 dicembre e, in generale, del movimento dei forconi: c'è da scommettere che sarà anche questa una sfida da affrontare per il governo Renzi.

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