Gaza, la ricostruzione: servono 8 miliardi di dollari

I palestinesi presentano un piano da 4 miliardi per la ricostruzione, ma ne servirebbero 8. Mogherini: "Riprendano subito i negoziati di pace"

Aggiornamento 20.20 - La Conferenza dei donatori per la ricostruzione della Striscia di Gaza al Cairo ha raccolto in totale 5,4 mld di dollari, che verranno messi a disposizione per l'opera di ricostruzione mastodontica nella Striscia di Gaza disastrata dai bombardamenti di quest'estate. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri norvegese, Borge Brende: il raggiungimento della soglia di quasi 5 miliardi e mezzo di dollari (l'Olp ne aveva richiesti 4 per una fase iniziale ed almeno altrettanti sarebbero necessari successivamente per far ripartire l'intera economia della Striscia) è stato salutato da tutti con entusiasmo e fiducia nell'Autorità palestinese.

E' cominciata oggi la Conferenza Internazionale per la ricostruzione di Gaza nella capitale egiziana del Cairo: l'incontro è stato organizzato dalle Nazioni Unite ed ha visto l'analisi del piano per la ricostruzione da 4 miliardi di dollari presentato dal governo paelestinese.

Tenutosi alla pre­senza di una tren­tina di mini­stri degli esteri, inclusa Fede­rica Moghe­rini, di una cin­quan­tina di dele­ga­zioni inter­na­zio­nali e del segre­ta­rio gene­rale dell’Onu, Ban Ki moon, l'incontro del Cairo rischia di essere un mezzo-flop.

Annunciando il contributo italiano nella ricostruzione di Gaza (18 milioni di euro) il ministro italiano ha infatti sottolineato l'importanza essenziale della ripresa dei colloqui di pace: una necessità dopo l'intesa sul cessate il fuoco, senza la quale il rischio di una nuova escalation è costantemente presente.

Tornando agli aiuti per Gaza, sarebbe il Qatar (amico molto stretto e principale finanziatore di Hamas) il donatore più generoso: 1 miliardo di dollari, quasi il doppio dell'Ue (450 milioni di euro pari a 568 di dollari annunciati da Catherine Ashton) e quasi 5 volte gli Stati Uniti, fermi a 212 milioni.

Il rischio è che Gaza venga abbandonata: come spiegato dal governo palestinese infatti 4 miliardi sono la cifra inizialmente necessaria alla ricostruzione, ma potrebbe ammontare anche al doppio: 8 miliardi di dollari (e per il momento se ne sono trovati scarsi 1,6 miliardi). La generosità del mondo non basta a Gaza e ci mancherebbe: di seguito vi mostriamo alcune foto scattate nell'ultima settimana che documentano la situazione attuale nella Striscia di Gaza, mostrando uno scenario più simile alla devastata Homs (città siriana preda di violenze e guerra civile da tre anni consecutivi, senza interruzioni) che non alla stessa Gaza.

Gaza, la ricostruzione

Gaza, la ricostruzione

50 giorni di attac­chi aerei, che hanno provocato circa 18–20 mila case distrutte o ina­bi­ta­bili, 100 mila sfol­lati, 2.200 morti (in buona parte civili) e 11mila feriti, hanno letteralmente messo in ginocchio l'economia di Gaza, già compromessa dal blocco israeliano: secondo gli analisti interpellati dal Sole24Ore il Pil della Striscia, nel 2014, sarà inferiore del 20% rispetto lo scorso anno.

Una vera e propria ecatombe sociale nella quale fa presa facile il fondamentalismo di Hamas: a Gaza serve ricostruire non solo un'economia già falcidiata da anni di embargo, ma anche un tessuto sociale che possa garantire il governo palestinese e il continuum dei negoziati, cosa fino ad oggi impossibile.

EGYPT-PALESTINIAN-ISRAEL-GAZA-DIPLOMACY-CONFERENCE

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