I perversi effetti collaterali della Legge 133: anche i Giovani monarchici prendono posizione sulla Riforma Gelmini


Come si usa dire in questi casi, la situazione è grave ma non seria...
Tra gli aspetti negativi della Riforma Gelmini – Tremonti andrà annoverato anche questo: l'emersione dall'oblio del movimento dei Giovani monarchici.

Approfittando del clamore mediatico e dell'attenzione in questi giorni rivolta alle questioni della scuola e dell'università, i Gm hanno svolto un convegno giovanile di studi in Umbria, intitolato significativamente “Per un atto di libertà mentale: cosa, quando e perché gridare”. Tralasciamo gli evidenti richiami a sfondo psicologico – salutistico mentale che lo stesso titolo meriterebbe e concentriamoci sugli importanti esiti del consesso: Rispetto alle recenti contestazioni sulla riforma scolastica ed universitaria i Giovani monarchici, nel rifiutare ogni strumentalizzazione della protesta, richiedono immediati chiarimenti sui tagli previsti dalla manovra finanziaria e sulle garanzie di accessibilità allo studio, che ritengono diritto imprescindibile e non menzionate del Decreto 133. Dopo la richiesta di immediati chiarimenti da parte dei Gm, sicuramente la Gelmini avrà rimesso in discussione tutto il suo progetto, per non doversi scontrare con le truppe sabaude.

I Giovani monarchici non perdono però di vista la crisi dei mercati: Sottolineano il fallimento dell’economia virtuale sull’economia reale, quest’ultima composta dai tre elementi: lavoro, produzione ed occupazione; fattori di cui tutti parlano ma nessuno chiarisce i contenuti e che rappresentano capisaldi della società tradizionale monarchica.

E io che pensavo che oltre i Giovani padani non si potesse andare...

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