M5S contro Orellana, l’uomo che ha salvato il Def (e il Pd)

Il voto dell’ex senatore pentastellato ha consentito al Governo Renzi di rimandare al 2017 il pareggio di bilancio

L’uomo del giorno è Luis Orellana, colui che ieri sera con il suo voto ha consegnato la maggioranza assoluta ai favorevoli al rinvio del pareggio di bilancio al 2017. Secondo i suoi ex compagni di movimento, il senatore ex pentastellato è stato determinante per salvare il governo con il suo voto sulla risoluzione alla nota di variazione al Def.

La maggioranza si era fermata a 160, Orellana con il suo voto ha regalato la maggioranza assoluta che rimanda al 2017 il pareggio di bilancio. Un documento che, secondo i parlamentari pentastellati, consegna l’Italia all’Imperialismo europeo.

La senatrice pentastellata non ha usato perifrasi nel commentare il voto del suo ex compagno di partito:

Dopo quasi 2 anni là dentro, lottando ogni giorno contro quanto di più sporco riesci ad immaginare, rovinarti il fegato e continuare a pensare che puoi farcela anzi che ce la farai mentre ricevi sputi in faccia da una maggioranza di uomini, ominicchi, mezzi uomini è quaquaraquà, non fa male - sottolinea - quanto vedere un tuo ex compagno, entrato con i voti di chi sogna ancora, dare il solo voto utile a questo governo che continua a travolgerci con le sue scempiaggini e i suoi twitt; 161 voti servivano a Renzie per approvare un documento di economia e finanza (Def) che ci consegna come prigionieri politici all’imperialismo europeo, beh. Dover ringraziare Louis Alberto Orellana per quel solo voto utile... stavolta mi lascia veramente senza parole. Maggioranza assoluta - 161, Maggioranza - 160 voti; Louis Alberto Orellana + 1 voto Popolo italiano eccovi servito il Def.

(function(d, s, id) { var js, fjs = d.getElementsByTagName(s)[0]; if (d.getElementById(id)) return; js = d.createElement(s); js.id = id; js.src = "//connect.facebook.net/it_IT/all.js#xfbml=1"; fjs.parentNode.insertBefore(js, fjs); }(document, 'script', 'facebook-jssdk'));



Duro anche il commento di Alessandro Di Battista: “Lo farò quantomeno vergognare anche se per quattro spiccioli sarebbero capaci anche di vendersi l’anima, oltre che i valori”.

Manlio Di Stefano mette alla berlina i dissidenti “tristemente famosi” per avere abbandonato il movimento per una “questione di portafogli”: Lorenzo Battista, Cristina De Pietro, Paola De Pin, Adele Gambaro, Fabiola Antinori, Marino Mastrangeli, Adriano Zaccagnini e, naturalmente, lo stesso Orellana.

(function(d, s, id) { var js, fjs = d.getElementsByTagName(s)[0]; if (d.getElementById(id)) return; js = d.createElement(s); js.id = id; js.src = "//connect.facebook.net/it_IT/all.js#xfbml=1"; fjs.parentNode.insertBefore(js, fjs); }(document, 'script', 'facebook-jssdk'));

E fra i senatori del M5S c’è anche chi sottolinea che dietro al voto di Orellana ci sia un lavoro del Pd. Ieri, prima della votazione, Orellana era stato visto a cena con il senatore del Pd, Paolo Corsini. Un indizio non fa una prova, ma per i pentastellati basta e avanza.

senato

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO