Genova, mozione di sfiducia a Renzi: M5S dalle parole ai fatti

Nel testo della mozione viene citata la lettera inviata dagli imprenditori al premier lo scorso 5 agosto

Che l’alluvione di Genova sia emblematica dell’irresponsabilità della politica nell’affrontare le priorità per evitare le emergenze è un dato di fatto. Ora, che sul rimpallo delle responsabilità si giochi la propaganda dei partiti di maggioranza e di opposizione è altrettanto ovvio, anzi, ne è una diretta conseguenza.

Già dal pulpito del Circo Massimo, prima di essere invitato a spalare, Beppe Grillo aveva approfittato della situazione per mettere alla berlina Matteo Renzi. Oggi, dalle parole si è passati ai fatti e il Movimento Cinque Stelle ha depositato al Senato una mozione di sfiducia nei confronti del presidente del Consiglio, proprio nel giorno in cui il premier si è amabilmente intrattenuto con Oprah Winfrey, per parlare di #cosedilavoro.

Forse quello di oggi è uno degli hashtag più sinceri fra quelli proposti dal premier in questi mesi. Perché il suo lavoro principale è proprio questo: prendersi cura della forma. Forgiare cancelletti, slogan, fornire scadenze e declamare numeri. Dunque, incontrare una delle donne più potenti del mondo, la star televisiva che ha fatto raccontare la truffa del secolo a Lance Armstrong, è davvero parte del lavoro per un premier che, a corto di progressi sul fronte economico, politico e sociale, tenta di costruire la propria credibilità sull’impatto mediatico del proprio personaggio.

Il Movimento 5 Stelle, nel giorno della polemica con l’ex Orellana, inchioda l’uomo della forma alla sostanza: il fango di Genova che ha coperto le strade, ma ha scoperto le responsabilità della politica sorda agli appelli.

Ad annunciare la mozione è il senatore Andrea Cioffi. Nella mozione si accenna all’allerta “in forma scritta” inviato da diversi imprenditori al premier lo scorso 5 agosto. Nella mozione si spiega come l’esondazione di Bisagno, Rio Fereggiano e Sturla sia l’ennesimo capitolo di una strage ciclica, che fece 44 vittime nel 1970, 7 nel 1992, 4 nel 1993 e 6 appena tre anni or sono. Si cita la lettera datata 5 agosto e firmata dalle imprese incaricate della messa in sicurezza del Bisagno, una missiva in cui si chiede al Governo di “intervenire con estrema urgenza”.

Il Parlamento, sin dall’inizio della Legislatura ha sottolineato l’importanza della tematica della difesa del suolo e della messa in sicurezza del territorio. Ciò è avvenuto, in particolare, sia al Senato che alla Camera tra giugno e settembre 2013, con la discussione e conseguente approvazione di mozioni con cui si impegnava il Governo a considerare la manutenzione del territorio e la difesa idrogeologica una priorità per il Paese e a finanziare un piano organico di interventi per la sicurezza e la manutenzione del territorio; a fronte delle risorse stanziate, anche nell’ambito della legge di stabilità 2014 sull’utilizzo e le connesse priorità di spesa, il Governo non ha opportunamente vigilato né tempestivamente operato, come dimostra il caso di Genova,

si legge nella mozione. Il gruppo di M5S al Senato, esaminati i rischi idrogeologici del capoluogo ligure e l’opera di prevenzione messa in atto dall’attuale governo accusa il governo di

responsabilità omissiva, stante l’assenza di tempestivi provvedimenti governativi di carattere sostitutivo volti a risolvere e superare efficacemente le inerzie amministrative locali o degli stessi commissari di Governo, tenuto conto del notorio e consolidato pericolo all’incolumità pubblica concernente il bacino idrogeologico della città di Genova.

Con la presentazione della mozione è stata richiesta anche la calendarizzazione urgente per martedì prossimo.

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