Libia: Scontri a Bengasi tra Jihadisti e Filogovernativi sostenuti dall'Egitto

LIBYA-POLITICS-UNREST

Ieri, le truppe libiche del generale Khalifa Haftar hanno lanciato una nuova offensiva per riprendersi la città di Bengasi, finita nelle mani dei jahadisti lo scorso luglio. Pare che negli scontri abbiano perso la vita una quindicina di miliziani.

La battaglia si sta estendendo nei quartieri periferici controllati dal gruppo Ansar al Sharia che, insieme alla Brigata 17 febbraio, guidano la ribellione islamista. A dirci qualcosa, seppur in maniera frammentaria, su quanto sta avvenendo in città è il vicario apostolico, Sylvester Carmel Magro. Qest'ultimo ha dichiarato all'agenzia vaticana Fides: "La popolazione è chiusa in casa [...] In centro città per ora non ci sono scontri, che sono concentrati in periferia [...] I bombardamenti sono iniziati nella prima mattina di oggi" (Via Ansamed).

Ma chi sta effettivamente bombardando Bengasi? Secondo la maggior parte delle testate internazionali, non ci sono dubbi: è stata l'aeronautica dell'Egitto, impiegata a sostegno dei filogovernativi. La motivazione per cui Il Cairo stia appoggiando le milizie di Haftar sono scontate: l'obiettivo è quello di fermare qualsiasi movimento vicino ai Fratelli Musulmani, sconfitti in Egitto un anno fa dal colpo di Stato del generale Abdel Fattah al-Sisi.

Tuttavia, il Presidente egiziano ha prudentemente negato un coinvolgimento diretto a Bengasi: "La presidenza egiziana smentisce la partecipazione di aerei egiziani ai raid contro postazioni dei jihadisti in Libia. Lo rende noto un comunicato diffuso dall'agenzia Mena" (Via Ansamed).

La situazione in Libia rimane, dunque, molto caotica. In queste settimane, si registra la presenza di due governi e due Parlamenti. C'è la Camera dei Rappresentanti, eletta il 25 giugno, che non è riuscita a riunirsi a Tripoli, ma si è spostata a Tobruk (con l'appoggio protezione di Haftar e di Sissi). Tale organo, legalmente letto, ha confermato come premier al Thinni.

Nella capitale, invece, ci sono le milizie di Misurata e quelle islamiche moderate, che hanno resuscitato il vecchio Congresso Nazionale del Popolo e hanno eletto un secondo premier, Omar Al Hassi.

Chi è Khalifa Belqasim Haftar


E' stato uomo di fiducia del colonnello Mu'ammar Gheddafi. Ma dopo la sconfitta della guerra del Ciad, una vera e propria onta per il rais decaduto, fu esiliato negli Usa. Dopo essere tornato in patria, nell'aprile del 2011, sarebbe stato promosso Tenente generale dalle autorità del Consiglio nazionale di transizione libico. Secondo alcune fonti, le sue milizie riceverebbero finanziamenti dalla Cia.

Nel febbraio del 2014 è protagonista di un golpe da operetta, con il sostegno di Egitto, Arabia Saudita ed Emirati Arabi. Haftar in televisione annuncia la destituzione del Governo libico. Il proclama è stato immediatamente smentito dal Primo ministro libico ʿAlī Zaydān.

Ansar al Sharia: il gruppo integralista in Cirenaica


E' una fazione islamista che sostiene l'attuazione della sharia in tutta la Libia. Nata durante la guerra civile, è guidata da Mohamed al-Zahawi. L'organizzazione è coinvolta nell'assalto al consolato americano di Bengasi, in cui l'11 settembre del 2012 perde la vita l'ambasciatore Chris Stevens.

Secondo alcune fonti, i miliziani islamisti libici avrebbero deciso di affiliarsi all’esercito di Abu Bakr al-Baghdadi, autoproclamato califfo dello Stato Islamico di Siria e del Levante (Isil).

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