Finanziaria e tagli alla cooperazione, una questione di qualità

da flickr, common creative, https://www.flickr.com/photos/mongibeddu/2550377927/Ieri dicevamo della notizia dell'Ansa sulla mortalità infantile in Kenya e di come la situazione tenda a peggiorare visto i tagli del governo italiano (e non solo lui) alla cooperazione e le promesse non mantenute dal patetico G8. Davanti alle telecamere i presidenti degli otto paesi più industrializzati fanno lacrime da coccodrillo con tanto di Bono Vox come sponsor, quando si tratta di passare ai fatti improvvisamente si dimenticano delle loro responsabilità.

Lo scorso luglio Tremonti nel suo decretone fiscale ha tagliato i già esigui fondi, perchè "di soldi non ce ne sono più e quindi lo stato italiano non può sostenere gli impegni presi" , a partire dal finanziamento degli Obiettivi del millennio, campagna lanciata dall' Onu per ridurre la povertà e l'esclusione mondiale.

Ora, quando ci sono pochi soldi è un questione di priorità no? Mi sembra quindi di capire quali sono le priorità italiane: i soldi per mandare i contingenti militari all'estero ci sono, come quelli per celebrare la giornata delle forze armate, invece quando si tratta di aiuti reali, di interventi a favore di sanità, istruzione, e stato sociale più in genere l'unica alternativa sarebbero per Tremonti i privati.

Quello che sfugge ai politici e tante Ong (organizzazioni non governative) è che i cosiddetti aiuti dei paesi ricchi devono essere un sostegno, non il tentativo di condizionare gli stati emergenti, come puntualmente avviene. Lo stato della realtà è tale che è criminale lasciare che sia il mercato a decidere chi deve vivere e chi morire. Come spiegare la crisi dei prezzi alimentari che sta drammaticamente incidendo sulla vita dei paesi più poveri, se il problema non è la capacità produttiva ma la quotazione in borsa?

Il 19 e 20 ottobre a Roma si sono incontrati gli Stati Generali della cooperazione per discutere della mancanza di fondi, qui potete trovare una sintesi di alcune idee venute fuori e il documento finale approvato dall'assemblea. Per evitare che il nodo fondamentale del sistema degli aiuti pubblici venga affidato alla carità di banche e fondazioni.

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