Chi è Gianfranco Micciché


Potentissimo in Sicilia, influente negli ambienti romani, vulcanico nelle dichiarazioni, eppure sempre bocciato alle urne quando si è candidato a guidare il comune o la Regione. Anche questo voto siciliano conferma lo strano destino di Gianfranco Micciché, l'uomo che ha condizionato la caduta di Cuffaro nel 2006 e influenzato la scelta di Nello Musumeci come candidato del centro-destra, prima di decidere di mollare Berlusconi per correre in solitaria con il suo partito Grande Sud, appoggiato dall'ex rivale Raffaele Lombardo.

Palermitano, classe 1954, Micciché fa parte di quel nutrito gruppo che da Publitalia '80 (la concessionaria di pubblicità del gruppo Fininvest) venne traghettata in politica dalla discesa in campo di Berlusconi nel 1993. Eppure già in gioventù Micciché aveva dimostrato interesse per la politica, anche se con tutt'altro colore, visto che aveva aderito negli anni '70 a Lotta Continua. Dal 1993, sotto l'ala del suo mentore Dell'Utri, diventa coordinatore siciliano di Forza Italia, e nel primo governo Berlusconi viene nominato sottosegretario ai Trasporti. Nel 1997 si candida a sindaco di Palermo a capo della coalizione di centro-destra, ma viene sonoramente sconfitto da Leoluca Orlando che ottenne il 58% di voti al primo turno.


Nei successivi governi Berlusconi, Micciché ha sempre trovato posto: viceministro dell'Economia dal 2001 al 2005, ministro dello Sviluppo e della Coesione territoriale dal 2005 al 2006, poi sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dal 2008 al 2011, carica mantenuta anche quando si è distaccato dal Pdl in polemica con il Cavaliere e la Lega, fondando il suo movimento Forza del Sud, e poi Grande Sud.

Oltre che per i suoi exploit politici (nel 2008 fu vicino alla rottura con il Pdl opponendosi alla candidatura di Raffaele Lombardo alla Regione Sicilia, perché troppo in continuità con Cuffaro), Micciché è salito all'onore delle cronache nel 2002 per un'indagine dei Carabinieri su un giro di droga al ministero dell'Economia. Micciché, che da giovane aveva ammesso di essere un assuntore di cocaina, venne accusato di farsi recapitare la droga all'interno del ministero da un corriere, Alessandro Martello, che aveva accesso al palazzo pur senza essere accreditato. Micciché ha sempre negato, accusando invece qualche "deviato" tra le forze dell'ordine.

In questa campagna elettorale, cominciata il 28 agosto, quando ha annunciato a sorpresa la sua candidatura, non sono mancate le dichiarazioni controverse. Su tutte, quella secondo cui avrebbe cambiato il nome all'aeroporto di Palermo "Falcone e Borsellino", perché "ricordano la mafia":

Io l'aeroporto di Palermo lo intitolerei ad Archimede o ad altre figure della scienza, positive. Non ci si presenta ai tanti turisti che accoglie la Sicilia con il sangue di una delle più profonde e, ancora non sanate, ferite della nostra terra. È una scelta di marketing sbagliata

E a chi lo accusava di voler dirottare i propri voti su Crocetta per mettere in difficoltà Musumeci ha risposto nel suo stile: "È la più grande delle minchiate che ho sentito in questi giorni. Io voto per me".

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