Legge 133, tagli e DL 112. Glossario e spirito della Riforma Gelmini. Seconda parte: l'università



Come abbiamo detto nel precedente articolo sulla Legge 133, il titolo del post è improprio; nel senso che la parte relativa alle università, soprattutto con riferimento ai tagli di spesa, non sarebbe da includere nella Riforma Gelmini in senso stretto. Si tratta comunque di questioni di lana caprina, visto che siamo qui per analizzare e per quanto possibile comprendere le motivazioni della protesta e di un governo che ha deciso di tagliare i fondi universitari, dunque andiamo a vedere che cosa dice il Decreto legge 112.

L'articolo che ci interessa è il 66, denominato molto opportunamente Turn over. L'articolo determina innanzitutto una fortissima riduzione del rimpiazzo del personale che abbia cessato l'attività nell'anno precedente. Il provvedimento riguarda tutte le amministrazioni dell'art.1 comma 523 legge 27-12-2006 n.296, e non solo le università di cui ci occuperemo fra poco:

523. Per gli anni 2008 e 2009 le amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, ivi compresi i Corpi di polizia ed il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, le agenzie, incluse le agenzie fiscali di cui agli articoli 62, 63 e 64 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive modificazioni, gli enti pubblici non economici e gli enti pubblici di cui all'articolo 70, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, possono procedere, per ciascun anno, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 20 per cento di quella relativa alle cessazioni avvenute nell'anno precedente.

Nello specifico il turnover dovrà avvenire secondo i seguenti criteri: -90% (2009); -80% (2010-2011); -50% (2012). Tutto ciò in ossequio al principio base contenuto nel comma 1:

Le amministrazioni di cui al presente articolo provvedono, entro il 31 dicembre 2008 a rideterminare la programmazione triennale del fabbisogno di personale in relazione alle misure di razionalizzazione, di riduzione delle dotazioni organiche e di contenimento delle assunzioni previste dal presente decreto.

La riduzione della spesa così raggiunta verrà compensata dalla contemporanea riduzione del finanziamento ordinario delle università, comunemente denominato FFO. Al comma 13 si stabiliscono le cifre effettive di tale riduzione:

l'autorizzazione legislativa di cui all'articolo 5, comma 1, lettera a) della legge n. 537 del 1993, concernente il fondo per il finanziamento ordinario delle università, e' ridotta di 63,5 milioni di euro per l'anno 2009, di 190 milioni di euro per l'anno 2010, di 316 milioni di euro per l'anno 2011, di 417 milioni di euro per l'anno 2012 e di 455 milioni di euro a decorrere dall'anno 2013.

Considerando che l'importo complessivo del FFO ammonta a circa 7.000 milioni di euro, è possibile calcolare in via proporzionale i tagli, che vanno da un -1% circa del 2009, fino a un -7% circa del 2013. Rimane da capire come si incrocino i mancati finanziamenti con i risparmi da turnover ridotto; presumibilmente ciò dovrebbe variare da università a università a secondo della gestione economica della stessa. Detto che noi ci siamo dichiarati fin dall'inizio contrari ai tagli di finanziamento all'istruzione, intendendo con ciò che il risparmio derivato dal turnover andrebbe reinvestito nella scuola e non altrove, torniamo un attimo sul catastrofismo di alcuni rettori, e nello specifico il Magnifico Rettore del Politecnico di Torino Roberto Profumo. Ecco di seguito le sue dichiarazioni, alla base della minaccia di dimettersi:

“Al Politecnico, partendo da 114 milioni attesi dallo Stato per il 2009, il fondo di finanziamento ordinario calerà a 103 milioni nel 2010, 92 nel 2011 e 90 nel 2012. Peccato che già nel 2008 la spesa per gli stipendi del personale supererà i 99 milioni. Per far fronte agli scatti stipendiali e all’inflazione, i fondi dovrebbero invece crescere del 5% l’anno”

Le osservazioni sono due: la prima è che se il taglio del FFO è mediamente pari all'1% come mai al Politecnico di Torino hanno calcolato il 10? La seconda riguarda il fatto che il fondo calerà sì, ma caleranno anche gli stipendi da pagare per via delle norme sul turnover. Allora delle due l'una, o il governo ci sta nascondendo qualcosa, del tipo che i numeri sul turnover non sono quelli e che il personale pensionabile è in misura molto più ridotta del previsto, oppure certi rettori sono del tutto incapaci di gestire un ente universitario e si spiega come mai il mondo accademico italiano è economicamente allo sfascio.

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