Elezioni Midterm Usa 2014: Gli Afroamericani scaricano Obama

US-POLITICS-OBAMA

Un documento riservato, redatto dai sondaggisti democratici, è finito nelle mani del New York Times. Il rapporto mette in luce un elemento molto importante: alle prossime elezioni di metà mandato, in programma il 4 novembre prossimo, l'elettorato nero potrebbe voltare le spalle al partito dell'asinello.

I Democratici sono fortemente in difficoltà nei sondaggi: molto probabilmente perderanno ancora una volta la Camera dei Rappresentanti, ma rischiano seriamente di finire in minoranza anche al Senato. In questo modo, nei due rami del Congresso, i Repubblicani avrebbero la maggioranza e tale scenario metterebbe fortemente in difficoltà l'azione di governo di Barack Obama, che dovrebbe piegarsi a numerosi compromessi nella seconda parte del suo mandato.

Come vi abbiamo già spiegato, gran parte dell'elettorato che andrà alle urne non lo farà tanto per pronunciarsi su un candidato, quanto piuttosto per esprimere un parere sull'amministrazione in carica. E il giudizio sul Presidente, come rivelano le rilevazione sulle intenzioni di voto, si configura come negativo per la maggioranza degli americani. Gli elettori sono molto delusi dalla politica estera della Casa Bianca e parzialmente delusi dalla politica economica.

A questa valutazione, ora, si aggiunge il rischio di un disinteresse dell'elettorato afroamericano per la prossima tornata elettorale. Come evidenziato nel rapporto, "gli elettori afroamericani andarono alle urne in massa nel 2008 e nel 2012, ma non sono ben disposti a rifarlo nel 2014. Infatti, oltre metà di loro non sa neppure la data del voto di Midterm". Da ciò, secondo il sondaggista di Washington Cornell Belcher, si deve inferire che "per impedire ai Repubblicani di assumere il controllo del Senato, i democratici devono mobilitare elettori afroamericani in almeno quattro Stati chiave".

Tale riflessione, però, trova una difficile attuazione. Se, infatti, è vero che l'elettorato nero potrebbe recarsi alle urne nel caso in cui il Presidente scendesse in campo in prima persona, d'altro canto è necessario evidenziare che lo stesso Obama è costretto a condurre una campagna di basso profilo. Le motivazioni della sua poca esposizione sono da rintracciarsi nel fatto che il partito e i candidati non vogliono associarsi alla sua figura, perché ciò sarebbe controproducente su una vasta fetta di elettorato in termini di consenso. Dunque, è molto complicato uscire dall'impasse.

Per sbrogliare la matassa, la Casa Bianca ha deciso di puntare su Michelle Obamma. La first lady è molto amata dalle minoranze, dai giovani e dalle donne. Ma è difficile dire se il suo tour elettorale possa veramente smuovere quei cittadini che hanno perso fiducia, soprattutto negli Stati dove il risultato è incerto.

Il voto afroamericano potrebbe essere decisivo in Arkansas, North Carolina e Kentucky: tre Stati dove il risultato al Senato è ancora in bilico. In Alaska, poi, i democratici dovrebbero impegnarsi a portare un'altra minoranza alle urne: quella degli Indiani d'America. Ricordiamo che il blocco di voti dei nativi è diventato abbastanza mobile rispetto al passato, quando invece preferivano votare il partito del Presidente.

Infine, dobbiamo evidenziare un ultimo aspetto, che rende ancora più complessa la posizione del Presidente in carica. Se anche Obama decidesse di riguadagnarsi apertamente la fiducia degli elettori afroamericani, non è detto che ciò sortisca necessariamente effetti positivi. A tale riguardo, evidenziamo che l'inquilino della Casa Bianca, di madre bianca e di padre keniano, ha sempre dovuto vincere un certo sospetto per accaparrarsi il black vote. Gli appartenenti alla comunità di colore statunitense non lo hanno mai considerato pienamente uno di loro.

A giocare a sfavore di Obama c'è anche il fatto che durante i suoi due mandati si è dimostrato eccessivamente prudente nell'affrontare i temi razziali. Inoltre, la vicenda di Ferguson dell'agosto scorso ha sedimentato una certa insofferenza verso le istituzioni da parte dell'elettorato nero, che si è inevitabilmente sentito tradito.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO