Francia: Martine Aubry pronta a sfidare Hollande

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Le elezioni presidenziali francesi del 2017 si avvicinano e i maggiori partiti incominciano a discutere sulle candidature. Se nell'Unione per un Movimento Popolare (Ump) si va profilando una sfida tra Alain Juppé e Nicolas Sarkozy, nel Partito Socialista (Ps) prende piede l'ipotesi che sarà Martine Aubry a sfidare Francois Hollande alle primarie.

Secondo un sondaggio pubblicato da Le Parisien, il 56% dei francesi pensa che Aubry sarebbe preferibile a Hollande alla guida del Paese. Inoltre, il 75% del campione la vedrebbe bene in un ruolo istituzionale. Ma, al di là delle simpatie degli intervistati, l'ex ministro del lavoro del governo Jospin sembra essere il nome giusto per compattare l'area di sinistra del partito.

Figlia d'arte, suo padre è Jacques Delors, Aubry è nota per aver vinto la battaglia sulla legge delle 35 ore di lavoro settimanali. Si era candidata tre anni fa alle primarie, ma era stata sconfitta da Hollande, che riuscì ad ottenere maggiori consensi nel ceto medio. Attualmente è sindaco di Lille.

La quarantina di socialisti frondisti, che non ha rinnovato nel settembre scorso la fiducia al governo di Manuel Valls, vedono in Aubry un solido punto di riferimento. Quest'ultima ha ripetutamente espresso vicinanza alle loro posizioni, chiedendo una correzione alle politiche liberiste del ministro dell'Economia Emmanuel Macron. Tuttavia, la politica francese ci ha tenuto subito a non compromettersi troppo, facendo la parte di chi lavora per far cadere l'esecutivo. A tale riguardo, come riportato dall'Afp, ha dichiarato: "Al governo oggi c'è Manuel Valls. E' un uomo di carattere, che può accettare la discussione [...] Non ho la vocazione ad organizzare l’opposizione al governo".

Nello specifico, il sindaco di Lille ha proposto nell'ultimo periodo un'unica imposta sul reddito, che garantisca il sostegno ai meno abbienti, incentivi alle imprese mirati (solo in favore di chi investe e fa ricerca) e contratti di lavoro di inserimento per i più giovani. Su questa piattaforma, però, il governo non sembra interessato ad aprire nessuna discussione. Lo stesso primo Ministro Valls si è limitato a qualche commento ironico.

Intanto il Partito Socialista è al suo minimo storico (alle elezioni di maggio ha ottenuto uno striminzito 14%). Ovviamente ciò è dettato da una situazione economica molto difficile, su cui Hollande non è riuscito ad incidere. Ricordiamo, a tale riguardo, che la disoccupazione supera il 10%, il debito pubblico sfonda il tetto dei 2 miliardi e la spesa pubblica assorbe il 56% di Pil. Inoltre, per il momento il governo Valls 2 si muove su un programma incerto. Se da un lato appare chiaro che voglia più mercato e meno Stato, dall'altro è più difficile capire come si muoverà in Europa, soprattutto dopo aver annunciato di non voler rispettare il vincolo di bilancio fino al 2017.

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