DiMartedì, puntata 21 ottobre 2014

La puntata di DiMartedì del 21 ottobre 2014 in diretta

00.15 Finisce la puntata. Alè.
00.14 In un servizio le deformazioni dell'Italia.
00.12 Romano racconta che in Italia ha trovato facilmente il primo piccolo finanziamento per la sua impresa, ma ha faticato a trovare lo step successivo.
00.10 In studio Francesca Romano, al nono mese di gravidanza, ha fondato Atooma (A touch of Magic).

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00.06 Un servizio 'leggero' sul Festival del Cinema di Roma. I vip commentano l'attualità politica.
00.03 Rodotà: "Grillo dovrebbe guardare un po' più alle sue origini, a come aveva conquistato consenso. Le istituzioni democratiche vanno rispettate, anche per cambiarle".
00.00 Rodotà: "Alcune decisioni devono essere maturate, non è sbagliato l'elogio della lentezza in alcuni casi". Su Papa Francesco: "Mi piace. Ha governato il Sinodo in modo esemplare ".
23.56 Rodotà racconta le confessioni di alcuni studenti che fanno emergere alcuni casi di discriminazione.
23.48 Rodotà sulle espulsioni nel M5S: "Il dissenso non piace a nessuno di quelli che occupano una posizione del potere. Mi preoccupa che si dica che 'non ci sono alternative'. La politica è costruzione delle alternative". Ed ancora: "Grillo mi ha deluso? Avendo ripreso il tema dell'immigrazione... questo Paese ha un fondo di razzismo, sessismo e xenofobia".
23.46 Rodotà: "Cerchiamo di non ridurre la politica alla solita comunicazione".
23.44 De Filippi: "La vecchia sinistra, Prodi, Letta, era discostata dalla realtà. Renzi invece ha capito e allarga il pubblico".
23.43 L'intervista a Maria De Filippi su Renzi, che andò ospite ad Amici. Poi ricorda le critiche a Fassino per l'ospitata a C'è posta per te.

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23.41 Rodotà: "Renzi è populista, vuole superare tutte le mediazioni".
23.40 Rodotà: "L'Italia ha bisogno di lavoro e non c'è corrispondenza tra ciò che cittadini danno in tasse e ciò che ricevono in servizi. La società è diventata più diseguale, sarebbe stato utile investire in asili nido più che dare 80 euro alle neo-mamme".
23.37 "Renzi fino a ora ha giocato sul fattore di non alternativa a lui e ha alimentato speranze in tutti, dall'operaio al presidente di Confindustria".
23.34 Rodotà: "Renzi somiglia a Craxi per il suo modo sbrigativo".
23.32 Rodotà: "Si dice che la tv è invecchiata, ma Renzi con questo tour vorticoso ha confermato che la vecchia tv è lo strumento più diretto. Occupandola in maniera insistente".

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23.26 Stefano Rodotà in studio. Prima però in un servizio i fatti della settimana.
23.21 In onda un servizio sulle abitudini alimentari: kebab.
23.18 Si torna ai sondaggi. Cosa piace più e meno di Renzi.

cosa piace
di meno

23.17 Camusso: "Perché bisogna fare questa cosa?". Taddei: "Alcuni ci guadagnano, altri no". Camusso: "Non è così. Mettete in difficoltà dei pensionati e non si capisce perché. È una carogneria".

TADDEI camusso

23.16 Verzelli: "Con il pagamento al 10 delle pensioni si rivoluziona tutto, c'è effetto finanziario e ci guadagna il pagatore".
23.12 Taddei: "Si portano tutte le pensioni al pagamento al 10 del mese, alcuni ci guadagnano, altri ci perdono". Poi ammette che il governo lo fa per un piccolo risparmio e per uniformare le scadenze.
23.10 Sondaggi, ma i cartelli non vanno in onda. Così si parla di pensioni e dello spostamento di dieci giorni dei pagamenti. Camusso: "Così il governo ha un leggero vantaggio, ma è una provocazione che non si capisce".

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22.59 Pubblicità. Poi si riparte dal punto di vista dei più piccoli.
22.56 Cottarelli: "La spesa più pazza che ho fatto tagliare? Le auto blu. Con il 20% di quanto si risparmia si possono pagare 300 mila corse di taxi". Ogni Ministero avrà al massimo 5 auto blu.
22.53 Cottarelli racconta le proposte sulle pensioni. Prima la soglia era di 26 mila euro, alla fine di 50 mila euro.
22.53 Cottarelli: "La riforma degli acquisti di beni e servizi ha già dato dei risultati".
22.52 Sulla riduzione del numero dei Comuni: "Un cittadino preferisce avere tasse più basse o il proprio campanile?"
22.50 Cottarelli: "La spesa di formazione del personale in Sicilia è molto elevata. Almeno si potrebbe evitare di assumere nuove persone che si occupano di questo".

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22.50 Cottarelli nota che che attualmente le amministrazioni regionali stanno riducendo le spese per il personale grazie anche al blocco del turnover.
22.47 Cottarelli: "Giarda mi ha detto 'non si fidi di quelli che dicono che gli sprechi sono solo da una parte. Ed è vero".
22.45 "Non scappo, ma ho dato il mio contributo e dei progressi sono stati fatti".
22.44 Cottarelli rivela: "Io non ho ancora avuto i dati su quante sedi le Regioni hanno in tutta Italia". Poi spiega di aver lavorato con un gruppo di 7-8.
22.41 Cottarelli difende la scelta del governo di lasciare alle Regioni la decisione di dove tagliare. Poi fa un esempio:

Il Piemonte ha una sede a Buenos Aires, forse non è proprio una priorità. Poi le Regioni hanno le sedi a Bruxelles e anche quelle sul territorio nazionale. Andrebbero razionalizzate.

22.41 Cottarelli: "Un contributo le regioni lo devono dare, 4 miliardi sono il 2,8% della loro spesa. Non è una cifra enorme. I tagli si possono fare anche senza toccare i servizi sanitari. Si tratta di efficientare, compresa la sanità, non di tagliare i servizi; i 4 miliardi si possono trovare riducendo gli sprechi e pagando di meno gli acquisti di beni e servizi.

22.36 Cottarelli speiga che le Regioni "in linea di principio" potrebbe aumentare le tasse, ma "spero e penso che non succederà". Perché ci sono i margini di riduzione della spesa e di efficientamento:

È una manovra coraggiosa che mantiene il deficit a 2,9% senza una stretta fiscale di cui l'Italia non ha bisogno.

CAOTAT

22.32 Cottarelli in studio: "Credo che Bruxelles non ci respingerà la manovra, che aiuta l'economia e rispetta i vincoli:

Le coperture ci sono e hanno una qualità abbastanza buona. Credo che siano cose che Bruxelles apprezzerà. C'è una questione di deficit strutturale ma ci sono dei fattori tecnici che vanno considerati.

22.27 Salvini: "L'Europa è contro i suoi cittadini, massacra la nostra agricoltura e il nostro commercio". Pubblicità.
22.25 Riotta: "Renzi sta avendo due effetti: riporta tutto il dibattito dentro l'Europa. Se demanda tutto alle Regioni, lui fa tombola dal punto di vista della manovra politica".
22.23 Salvini non inquadrato: "Ma vaffa..."
22.22 Belpietro accusa il governo di aver finanziato i forestali calabresi perché in quella Regione si voterà a breve.
22.21 Belpietro: "Le Regioni dovranno decidere dove tagliare, si tratta di mancati trasferimenti. Sono tagli lineari".
22.18 Taddei ricorda i fatti di cronaca giudiziaria legati alla Regione Lombardia, Salvini replica citando quelli legati alla Regione Emilia.
22.17 Taddei: "Il governo è disponibile al dialogo. I tagli al ministero sono un risultato di molti incontri bilaterali per venire incontro a ciascun ministero".
22.15 Camusso: "I tagli agli enti locali sono un classico esempio di non coraggio".

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22.13 Matteo Salvini: "Se seguiamo le regole europee moriamo". Poi spiega che la Regione Lombardia, per la manovra di Renzi, sarà costretto a far pagare il ticket.
22.11 Taddei: "Il Paese è spaventato, però possiamo provare a fare una trasformazione strutturale".
22.07 In un servizio le conseguenze della manovra sugli enti locali.
22.05 Taddei: "La domanda è: tu, lavoratore, preferisci pagare 50 euro in più di tasse per dei soldi tuoi o 100 euro di interessi in più per un prestito e quindi per soldi che devi restituire?"
22.03 Taddei: "Sì, sono soldi loro, ma non solo a loro disposizione oggi, tranne casi eccezionali".

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22.00 Ilaria Salvini: "Il disegno complessivo ha linee ben individuabili. È vero che l'aliquota dell'Irap quest'anno aumenta, ma è positiva la detassazione dal 2015. Tfr? È positivo che si mettano soldi nelle tasche degli italiani, ma la questione è molto delicata". Camusso replica: "Sono soldi loro".
21.54 Si passa a parlare di tfr, con un servizio sul tema.
21.47 Belpietro: "Il primo effetto è che le imprese pagheranno di più, forse nel 2015 pagheranno di meno".
21.44 Belpietro: "A Renzi fa comodo avere la Cgil contro, perché rappresenta un potere forte". Poi: "La manovra oggi è stata portata al Quirinale, ma mancava la bollinatura della ragioneria generale dello Stato. Che evidentemente qualche dubbio lo ha. Questa manovra è fatta principalmente di spese, non di tagli".

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21.41 Salvini: "Non sento più parlare di cassintegrati, di esodati, di disoccupati. L'emergenza in Italia oggi è la disoccupazione".
21.38 Taddei: "In media parliamo di 900 euro in meno di tasse sul lavoro. La stragrande maggioranza dei lavoratori riceve 80 euro". Poi ammette: Forse sui tagli alle Regioni dovremmo confrontarci con più chiarezza".
21.36 Camusso: "Bisognerebbe dire cosa si intende fare per far crescere il Paese. I provvedimenti da 80 euro non creano lavoro".
21.30 Carlo Cottarelli in studio (in realtà è un blocco pre registrato). "Con Renzi mi sono trovato bene a lavorare". Poi in onda un servizio sul bonus per le neo mamme.
21.28 Crozza ironizza anche sulla manifestazione della Lega, alla quale hanno preso parte anche gli esponenti di Casa Pound:

Siete passati da “aiutiamoli a casa loro” a “facciamoci aiutare da Casa Pound"

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21.20 La copertina satirica di Maurizio Crozza:

Oh Giova, Giova perché non sei Barbara, rifiuta il tuo nome, chiamati d’Urso. Dichiara che lo ami e farai anche tu il 19%


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21.14 Floris presenta ospiti e temi della puntata. In collegamento che anche Matteo Salvini della Lega Nord. Intanto in onda un servizio che racconta come vanno le cose in politica.

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Torna questa sera su La7 alle ore 21.10, con liveblogging di Blogo, l'appuntamento con DiMartedì.

Ospiti di Giovanni Floris saranno il segretario generale della Cgil Susanna Camusso, il responsabile economico del PD, Filippo Taddei, il direttore di Libero Maurizio Belpietro, la tributarista Ilaria Salvini e il vice direttore generale di Banca Akros Gianluca Verzelli. In collegamento il Presidente dell'Ipsos, Nando Pagnoncelli. Nel corso della puntata, Floris intervisterà l'ex commissario alla spending review Carlo Cottarelli e il giurista Stefano Rodotà.

Temi di discussione la Legge di stabilità varata dal Governo Renzi, con particolare attenzione ai bonus a famiglie e lavoratori e ai tagli alle Regioni.

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