Renzi, ecco il miraggio del 51%. E Berlinguer si rigira nella tomba …

L’ultima “bomba” di Matteo Renzi lanciata ieri nella addomesticata direzione del Pd è quella di puntare al 51%. Secondo il premier-segretario questa è la linea oltre la quale si può far davvero “cambiare verso” all’Italia.


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Una concezione che straccia la democrazia puntando all’uomo solo al comando, di fatto a un “peronismo” Made in Italy? E’ l’evoluzione del concetto che dopo questo premier e dopo questo governo c’è il nulla, quindi – se così stanno le cose – meglio bruciare i tempi e dare al “dux” di turno la legittimazione democratica e istituzionale (con il voto dei cittadini) per fare quello che deve fare – le riforme - senza disturbatori né alleati e senza perdere tempo.

E’ fin troppo facile accostare questo disegno a uomini e situazioni di altri tempi, a cominciare dall’Italia del ’22 e alla Germania del ’33. Certo è che Enrico Berlinguer si rigira nella tomba. L’allora segretario del Pci sosteneva che: "la strategia delle riforme è essenzialmente una strategia delle alleanze", sociali e politiche, tenendo conto dei ribaltamenti che potevano derivare da una ripresa delle forze conservatrici e reazionarie.

Berlinguer tentava così di rispondere alla domanda di Togliatti: " E’ in grado la classe operaia di trovare, nella società capitalistica avanzata, quella forma di massa che deriva dall'intesa, dalla collaborazione, dalla alleanza con strati di popolazione non proletari, come furono in altri paesi, le grandi masse di contadini poveri e senza terra?" (Rapporto al X congresso, dicembre 1962).

Da lì Berlinguer arrivò alla teoria del “Compromesso storico” precisando che il 51% dei voti non era democraticamente sufficiente per governare una democrazia quale quella italiana. Dopo il golpe del Cile del 1973, Berlinguer scriveva su Rinascita: “ Sarebbe del tutto illusorio pensare che anche se i partiti e le forze di sinistra riuscissero a raggiungere il 51% dei voti e della rappresentanza parlamentare questo fatto garantirebbe la sopravvivenza e l’opera di un governo che fosse l’espressione di tale 51%”. Ecco perché noi parliamo non di una alternativa di sinistra ma di una alternativa democratica e cioè della prospettiva politica di una collaborazione e di una intesa delle forze popolari di ispirazione comunista e socialista con le forze popolari di ispirazione cattolica, oltre che con formazioni di altro orientamento politico”. Altra musica? Sì, e ben altri suonatori.

Oggi Renzi punta a tenere gli italiani davanti alla tv premendo l’acceleratore sulle promesse “facili”, ultima quella del “bonus” per le neo-mamme. Come Alberto Sordi Marchese del Grillo quando gettava dal balcone qualche monetina (bollente) ai poveracci-allocchi che s’accapigliavano fra loro bruciandosi le mani per acchiappare l’elemosina.

Insomma, Renzi è in piena campagna elettorale, alla ricerca di simpatia, consenso e voti. Emulando il Berlusconi che fu. Anzi, andando oltre. Verso il 51%. Appunto.

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