Consiglio europeo, Matteo Renzi in Senato: “L’Europa volta pagina"

Matteo Renzi si prepara a partecipare all'ultimo Consiglio Europeo dell'era Van Rompuy. Ecco cosa ha dichiarato oggi il premier in Senato.

Si apre domani a Bruxelles il nuovo Consiglio Europeo e oggi il premier Matteo Renzi, intervenendo in Senato, ha fatto il punto della situazione in vista della sua partecipazione:

Domani si terrà l'ultimo consiglio europeo guidato da Van Rompuy in cui parteciperà, come presidente, Barroso dopo 10 anni: è l'ultimo di una lunga stagione. Credo che si tratti di un passaggio davvero rilevante. Le questioni principali oggetto della discussione con i partner europei, sollecitate e stressate dalla presidenza italiana, troveranno pieno compimento con la nuova commissione.

Renzi ha spiegato che

i dubbi che si avevano circa la possibilità della nuova commissione Ue di entrare il primo novembre paiono essere risolti.

Il premier ha parlato a dirotto, come al solito, spaziando da un argomento all’altro, a partire dalla delicata situazione tra Russia e Ucraina:

Ci sono stati passi avanti significativi tra Russia e Ucraina che hanno trovato nuova linfa dai colloqui di Milano, lo spirito di Milano, mi piace definirlo così. L'Italia non ha un'ansia energetica, non sottovalutiamo le preoccupazioni economiche ma il ruolo della Russia non vale solo per le imprese italiane, ma anche per il mantenimento dell'equilibrio internazionale. Il processo di recupero della Russia è importante per il ruolo che ha di punto di riferimento per il popolo Ucraino, per l'Europa e la comunità internazionale. Una Europa forte si costruisce nel rispetto e nel dialogo.

Poi, a proposito della posizione dell’Italia in Europa, il premier ha rassicurato tutti:

Il clima della comunità economica internazionale sta rapidamente cambiando. Quando andiamo ai consigli europei non siamo degli osservati speciali che hanno dell'Europa l'immagine di una maestra severa e arcigna, che ci spiega cosa fare. Ma siamo un Paese che dovendo svolgere un percorso di riflessione su se stesso, lo sta facendo perché lo ha deciso. Noi stiamo facendo la nostra parte per i nostri figli, non per i colleghi presidenti del consiglio o della repubblica di altri paesi europei.

E, ancora,

Non bisogna evocare minacce della Commissione europea sulla legge di stabilità. Dobbiamo uscire dalla subalternità culturale che porta i giornali a fare i titoloni 'l'Europa intima, l'Europa minaccia' ogni volta che c'è una dichiarazione di un portavoce. L'Italia porta la sua voce in Europa e deve essere capace di fare le riforme che da anni sta promettendo per una convinzione interna, non per diktat esterni. La consapevolezza dei rappresentanti italiani in Europa deve essere più solida e forte, occorre recuperare forza e autorevolezza perché l'Europa è casa nostra.

In conclusione, nel confermare l’incontro di domani con le Regioni, Renzi ha precisato che non andrà a Parigi per il vertice PSE, ma volerà direttamente a Bruxelles subito dopo aver sbrigato le questioni più calde qui in Italia.

Renzi all'Asse

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