Isis isola 6000 yazidi: nuova offensiva sui monti del Sinjar

Nuova offensiva sui monti del Sinjar da parte dello Stato Islamico: 6000 yazidi sono isolati sulle montagne

Sui monti del Sinjar, divenuti tristemente famosi da metà agosto a metà settembre, quando migliaia di yazidi si trovarono vittime degli attacchi indiscriminati della follia jihadista dello Stato Islamico, una nuova offensiva dell'Isis sta nuovamente mettendo in pericolo l'incolumità di oltre 6000 yazidi.

Le abilità militari dello Stato Islamico si mostrano quotidianamente in un perfetto connubio di intelligenza tattica, dedizione militare e difficoltà tecnico-logistiche: se sul fronte turco-siriano i jihadisti dell'Isis vivono giorni di difficoltà, in particolare a Kobane dove i guerriglieri curdi fanno arretrare le truppe islamiste, sul fronte iracheno gli eventi sembrano dare ragione alla tenacia dell'Isis.

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Secondo il network panarabo Al-Arabiya, che lunedì mattina ha diffuso per la prima volta la notizia, sarebbero 700 le famiglie yazide assediate sul Sinjar, la catena montuosa a pochi chilometri dal confine tra Siria ed Iraq, a ovest della provincia irachena di Mosul.

Secondo una fonte citata dal network i jihadisti sarebbero ad appena 1km dalla città di Sinjar: le forze di protezione locali avrebbero inviato già numerose richieste di aiuto alla coalizione anti-Isis guidata dagli Stati Uniti, dopo che nelle ultime settimane l'assedio jihadista si è fatto sempre più pressante, facendo esaurire le scorte di munizioni alle forze armate locali. Domenica alcuni aerei della coalizione avrebbero rifornito di armi e aiuti i richiedenti, ma le consegne sono talvolta controproducenti, come dimostra un video diffuso dal Guardian quest'oggi, dove un miliziano dell'Isis si mostra accanto ad un carico di armi di fabbricazione americana caduto dal cielo nei pressi di Kobane, nel nord della Siria.

Ali Saeed, Capo del Consiglio Spirituale degli yazidi in Iraq, ha lanciato un appello invocando l'aiuto internazionale con un intervento più duro: sarebbero tra i 5000 e i 7000 gli yazidi morti per mano dello Stato Islamico più altri 350mila che sarebbero sfollati nei campi profughi nelle zone curde in Siria e Turchia. La lotta per la sopravvivenza sui monti del Sinjar, dove le condizioni invernali rendono ancora più dura la resistenza.

Il rischio di genocidio è stato ribadito dalle Nazioni Unite oggi pomeriggio da Ivan Simonovic, assistente di Ban Ki Moon, al ritorno da un viaggio in Iraq.

Se su un fronte dunque lo Stato Islamico sembra arrancare, grazie in particolare alla resistenza curda nella città di Kobane in Siria, sull'altro fronte, quello Iracheno, le offensive jihadiste si dimostrano nuovamente spietate e determinate al successo.

Foto | Kenneth Roth su Twitter

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