Lo Stato Islamico è già in Turchia

Erdogan promette "collaborazione" ai curdi dopo le prove che l'Isis opera già in Turchia: hanno tentato di rapire un comandante dei ribelli siriani

Abu Issa è comandante di Liwa Thuwwar al-Raqqa, una brigata ribelle siriana federata nel FSA (Free Syrian Army, l'esercito ribelle siriano, ufficiale interlocutore nella guerra civile dell'occidente e contro il regime di Assad e lo Stato Islamico): il comandante Issa è stato vittima, venerdì pomeriggio, di un tentativo di rapimento in Turchia, a Sanliurfa (anticamente Edessa, città dell'Anatolia a pochi chilometri dal confine con la Siria), per opera di alcuni gangster turchi e dietro commissione dello Stato Islamico.

Issa era in auto con il figlio Ammar, 20 anni: entrambi stavano rincasando al termine di un incontro con alcuni funzionari turchi nel centro di Sanliurfa, racconta il portavoce del gruppo ribelle, Ahmed Abdul Khader, ad un giornalista del Telegraph.

Un'auto dell'Isis avrebbe sbarrato la strada all'autista di Issa, che aveva deviato dal solito percorso: una dozzina di uomini armati avrebbero prima minacciato e poi, durante il tentativo di fuga, sparato ad Abu Issa nello stomaco ed al figlio ad una gamba, prima di caricare i due in auto. Attraverso alcuni sentieri di campagna, utilizzati dai siriani prima per fuggire dalla guerra civile ed oggi da altri per contrabbandare merce al confine turco-siriano, hanno raggiunto un casolare lungo la frontiera.

La maggior parte dei rapitori, racconta Abu Shujaat, un amico di Issa, al Washington Post, parlavano turco ed hanno contattato con il cellulare i miliziani dello Stato Islamico oltreconfine, i quali volevano la prova video che il loro ostaggio fosse veramente Abu Issa; successivamente i jihadisti si sarebbero rifiutati di pagare i 500mila dollari pattuiti per il lavoro ed avrebbero sconfinato, armati, per una sorta di blitz. Allertato dagli spari l'esercito turco è riuscito ad intervenire dapprima con un elicottero e poi con un mezzo pesante: i miliziani si sono così ritirati oltreconfine mentre i rapitori dispersi nella campagna, lasciando Abu Issa incustodito e libero, dopo qualche ora, grazie ad un contadino.

Il tentativo di rapimento, effettuato in pieno giorno in città, è andato dunque fallito ma ha contribuito a sollevare importanti interrogativi nell'intelligence militare turca: i contatti sempre più stretti tra lo Stato Islamico e gruppi criminali locali infatti dimostrano come le capacità di manovra dei jihadisti dell'Isis in Turchia sia oramai sempre più pervasiva.

Un problema non da poco: la Turchia è infatti la porta principale utilizzata da quei "foreign fighters" che dall'Europa, dagli Stati Uniti, dall'Australia e da ogni dove vanno in Siria per arruolarsi con l'Isis: più volte lo stesso Obama ha chiesto al governo turco di fare di più nell'ottica di ridurre, se non annullare, il reclutamento di stranieri tra le fila dello Stato Islamico.

La risposta che il governo turco da è sempre la stessa: "Facciamo il possibile" e con "possibile" si spiega che oltre alle torrette con uomini armati, le pattuglie ed il filo spinato lungo il confine (oltre mille chilometri), non si può fare. Ma da quando la presenza dell'Isis è sempre più radicata nel sudest della Turchia (a Gaziantep di recente sono stati ritrovati esplosivi e giubbotti da attentatore) la psicosi dilaga, sopratutto in un paese a laicità forzata come è la ex-Repubblica di Ataturk. Secondo alcune testimonianze riportate dal Washington Post, che cita il veterano dell'opposizione siriana Khalaf Jurba, la città di Sanliurfa è sorta di luogo di villeggiatura dei jihadisti: distante appena 200km da al-Raqqa, la "capitale" del Califfato, grazie ai passaggi di frontiera clandestini i miliziani dello Stato Islamico vanno nella cittadina turca per incontrare le famiglie e rilassarsi.

Questo è uno dei motivi che convince la popolazione curda che il governo di Erdogan non ha alcuna reale intenzione di fermare l'avanzata dell'Isis e anzi che tra i due soggetti ci sia un vero e proprio patto di non belligeranza.

I responsabili del rapimento e l'autista di Abu Issa sono stati poi arrestati perchè, recita l'accusa, si sarebbero fatti corrompere da Isis ma il problema infiltrazioni resta: i quotidiani di tutto il mondo riportano testimoni oculari che raccontano come i miliziani dello Stato Islamico trascorrano il tempo nei bar e nelle caffetterie turche impunemente e sono molti i funzionari (tutti anonimi) intervistati che si chiedono, con un'alzata di spalle: "Non possiamo mica arrestare tutti quelli con la barba?!"

Syrian Kurds Battle IS To Retain Control Of Kobani

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO