Renzi, dalla Leopolda-show i tre squilli di tromba per le elezioni anticipate?

Non è un segreto che fra i renziani, da Roma alla periferia, è scattato il pre-allerta per prepararsi (anche) alle elezioni politiche anticipate. Il motivo è semplice: il premier Renzi spinge sull’acceleratore delle riforme ma la tanta carne al fuoco rischia di bruciare.

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La doppia maggioranza (quella parlamentare con i “centristi” di Alfano&C e quella politica con Berlusconi) è in forte affanno e tutto il lavoro (anche quello “sporco”) è sulle spalle del premier-segretario, di fatto senza partito, con il Pd-bagnarola ridotto a zavorra.

Sabato parte l’autunno caldo con la Cgil che spara il primo colpo di una imponente protesta organizzata di cui nessuno può prevedere le conseguenze, sul piano sociale e su quello politico. Per Susanna Camusso "è l'inizio di un percorso per cambiare la delega lavoro e la legge di stabilità. Il messaggio che vogliamo dare è che non rinunceremo alla battaglia neanche se vedremo moltiplicarsi le fiducie in Parlamento".

La Cgil ha dissotterrato l’ascia di guerra. Ufficialmente la piazza è contro la legge di stabilità ma, di fatto, nella Cgil soffia il vento del pansindacalismo, ritenendo il sindacato l’ultima spiaggia per far saltare il Patto del Nazareno fra Renzi e Berlusconi, quindi per far saltare questo governo e “spennare” il premier-segretario che vuole chiudere, di fatto, il Pd.

Dalla Leopolda-show (c’è un boom di prenotazioni di oltre 10 mila richieste!) Renzi tirerà ancor di più la corda e il “O con me o contro di me” sarà il messaggio per aprire di fatto la campagna elettorale e portare gli italiani presto al voto anticipato.

Avverte Stefano Folli: “C’è da augurarsi che non prevalga prima o poi la tentazione di sfuggire alle difficoltà con una fuga nelle elezioni anticipate, fidando sul fatto che la popolarità del premier continua a essere alle stelle, grazie anche e soprattutto all'assoluta assenza di avversari (in Parlamento e nello stesso Partito Democratico). Votare in democrazia è sempre salutare, ma non avrebbe senso ritrovarsi il giorno dopo con le stesse contraddizioni”.

Alla Leopolda Renzi lancerà l’ultimo dardo. Dice l’ex direttore de l’Unità Peppino Caldarola: “La Leopolda è uno strumento di pressione sul Pd, cioè un modo di organizzare delle forze per premere sul partito e decretarne una rapida fine. Non sappiamo quale sarà il partito finale cui punterà REnzi. Sapiamo solo che sarà un partito di Renzi, interclassista, inserito nell’area progressista europea e che cercherà di intercettare lo scontento di ambienti del centrodestra e del M5S”.

Alea iacta est. O di qua o di là. O con Renzi o contro Renzi.O imbarcarsi per la … Luna.

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