Riforma Gelmini e scontri a Piazza Navona: facciamo l'ipotesi.

Facciamo un'ipotesi. Il titolo dell'Unità, quotidiano rinnovato e da qualche mese su posizioni che si sovrappongono al Partito democratico, descrive in maniera precisa l'eredità lasciata dalla giornata di ieri. Un blocco di primati che si autodefiniscono camerati di Blocco studentesco arriva tranquillamente in piazza con un camion pieno di bastoni.

La testimonianza di Curzio Maltese (sopra nel video) e di tanti insegnanti converge nel giudizio sulle forze dell'ordine: assolutamente indecente. Risposte come "Ma quelli che fanno violenza sono quelli di sinistra" sarebbero quasi in-credibili se non ci fossero riportate da un'insegnante cattolica che aggiunge "era stato un corteo allegro, pacifico, finché non sono arrivati quelli con i caschi e i bastoni. Sotto gli occhi della polizia. Una cosa da far vomitare. Dovete scriverlo. Anche se, dico la verità, se non l'avessi visto, ma soltanto letto sul giornale, non ci avrei mai creduto".

Ed è questo il primo punto: dopo il G8 di Genova la polizia è rimasta la stessa, i capi accusati di violazione di diritti umani sono stati addirittura promossi, per non parlare di De Gennaro, un'impunità bipartisan, condivisa anche dall'Italia Dei Valori. Cosa ci si può aspettare dunque se non questo tipo di gestione della piazza quando l'intera schiera parlamentare presente da sei mesi ha affossato la commissione d'inchiesta sul G8? Caso vuole che la polizia intervenga quando arrivano i"temibili facinorosi" dei centri sociali, loro si che sono pericolosi, mica i valorosi quarantenni con passamontagna, mazza e pinocchio che hanno cercato ieri di rompere la testa a dei quattordicenni e a delle insegnanti.

D'altronde Cossiga l'ha spiegato bene come funziona da decenni l'Italia, il suo è stato un discorso a metà tra onestà di stato e testamento politico (con un pizzico di verve senile). Curzio Maltese, inviato sul posto continua così la descrizione:

"È quasi mezzogiorno, una ventina di caschi neri rimane isolata dagli altri, negli scontri. Per riunirsi ai camerati compie un'azione singolare, esce dal lato di piazza Navona, attraversa bastoni alla mano il cordone di polizia, indisturbato, e rientra in piazza da via Agonale. Decido di seguirli ma vengo fermato da un poliziotto. "Lei dove va?". Realizzo di essere sprovvisto di spranga, quindi sospetto. Mentre controlla il tesserino da giornalista, osservo che sono appena passati in venti. La battuta del poliziotto è memorabile: "Non li abbiamo notati".

Dal gruppo dei funzionari parte un segnale. Un poliziotto fa a un altro: "Arrivano quei pezzi di merda di comunisti!". L'altro risponde: "Allora si va in piazza a proteggere i nostri?". "Sì, ma non subito". Passa il vice questore: "Poche chiacchiere, giù le visiere!". Calano le visiere e aspettano. Cinque minuti. Cinque minuti in cui in piazza accade il finimondo. Un gruppo di quattrocento di sinistra, misto di studenti della Sapienza e gente dei centri sociali, irrompe in piazza Navona e si dirige contro il manipolo di Blocco Studentesco, concentrato in fondo alla piazza. Nel percorso prendono le sedie e i tavolini dei bar, che abbassano le saracinesche, e li scagliano contro quelli di destra.

Tutto chiaro? No. Sarebbe bello sapere perchè i difensori del decreto Gelmini attaccano con le spranghe una minoranza ingannata, come la definisce il premier dei premier. Allora facciamo un'ipotesi...

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