Tel Aviv vieta di prendere bus israeliani ai palestinesi e militarizza Gerusalemme

ISRAEL-PALESTINIAN-CONFLICT-JERUSALEM

Il governo di Tel Aviv, dopo l'operazione Margine Protettivo, non ha intenzione di utilizzare un approccio diverso rispetto al passato. Il dispositivo sicuritario israeliano si va potenziando ogni giorno di più, e sembra l'unica risposta che Benjamin Netanyahu sia disposto a mettere in campo per contrastare l'agitazione palestinese all'interno dei propri confini.

Questa mattina, il ministro della Difesa di Israele Moshe Ya'alon ha predisposto delle misure che non potranno non produrre un innalzamento della tensione. Il politico, già ampiamente distintosi per la perizia con cui ha condotto le operazioni nell'attacco a Gaza, ha annunciato nuove limitazioni agli spostamenti dei manovali palestinesi impiegati in Israele. Ciò precluderà ai lavoratori di viaggiare su autobus pubblici dalla zona di Tel Aviv verso la città-colonia di Ariel, in Cisgiordania. Uno dei primi quotidiani a riportare la notizia è stato il progressista Ha'aretz

La decisione entrerà in vigore il mese prossimo e va incontro alle pressanti richieste dei coloni e del partito ultra-nazionalista di governo che li rappresenta: Focolare Ebraico. In questo modo lo "stato di apartheid", che i palestinesi sono costretti a subire, diventa ancora più pervasivo: ai controlli di sicurezza ai passaggi di frontiera e all'interdizione di passare la notte all'interno dei confini israeliani si è aggiunto ora il divieto di prendere mezzi pubblici.

Intanto Gerusalemme est sta diventando di fatto una zona militarizzata. Per mantenere l'ordine pubblico nei rioni palestinesi, si è deciso di aumentare la presenza di agenti in borghese e di impiegare dirigibili dotati di telecamere, capaci di scorgere per tempo le organizzazione di disordini.

A "giustificare" il rafforzamento delle misure di controllo sono stati gli scontri di sabato scorso, tra polizia e cittadini palestinesi di Israele, e l'incipiente funerale del giovane Abdel Rahman a-Shaludi, occasione nella quale potrebbero esserci incidenti.

Ricordiamo, a tale riguardo, che Abdel (20 anni) è uscito di strada mercoledì con la sua automobile, ferendo dei pedoni israeliani e provocando la morte di un neonato. Secondo la polizia israeliana non ci sono dubbi: si sarebbe trattato di un attentato. Per questo motivo, le forze dell'ordine hanno aperto il fuoco e lo hanno colpito a morte. Ma la versione non convince i palestinesi, che hanno visto nel gesto un caso di giustizia sommaria.

Segnaliamo, inoltre, che a ad agitare ulteriormente la popolazione c'è stata anche la morte di Orwa Abdul Wahab Hammad (15 anni), avvenuta questa settimana, durante scontri a nord-est di Ramallah. Il ragazzo, che ha cittadinanza statunitense, secondo fonti dell'Anp, sarebbe uscito di casa per tagliarsi i capelli. Trovatosi vicino all’insediamento di Ofra, a Silwad, è stato raggiunto da proiettili dell'esercito israeliano. L'evento luttuoso ha anche prodotto l'intervento del Dipartimento di Stato americano, che ha chiesto a Tel Aviv di fare luce sulla vicenda in tempi brevi.

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