Gerusalemme est: Israele annuncia la costruzione di mille abitazioni coloniche

ISRAEL-PALESTINIAN-CONFLICT-JERUSALEM

Come riportato dal quotidiano Haaretz, il premier, Benjiamin Netanyahu, ha deciso una nuova colata di cemento illegale a Gerusalemme est. Nelle zone di Ramat Shlomo saranno edificate 660 nuove unità abitative coloniche e a queste se ne sommeranno altre 400 nell'area di Har Homa. Non pago, poi, il governo israeliano ha anche predisposto la costruzione di 12 nuove strade nella Cisgiordania occupata.

Dunque, il governo israeliano è tornato alla strategia dell'aggressione territoriale: la stessa che ha praticamente fatto saltare i negoziati di pace con i palestinesi, conclusi nel marzo di quest'anno. Ricordiamo, a tale riguardo, che Netanyahu non ha mai messo da parte la volontà di costruire colonie nei territori occupati mentre sedeva al tavolo della trattativa, nonostante i continui richiami di Stati Uniti e Unione Europea. Così, ad esempio, è accaduto il 10 gennaio scorso, quando Tel Aviv ha provocatoriamente dato il via a gare d'appalto per 1400 abitazioni a Gerusalemme est e in Cisgiordania.

Ma evidenziamo che gli annunci di nuove costruzioni illegali sono continuati anche dopo la fine dei colloqui con l'Anp (nel giugno di quest'anno), poco prima che scattasse la tristemente nota operazione militare Margine Protettivo a Gaza.

Nelle scorse settimane gli Stati Uniti avevano protestato, anche se abbastanza flebilmente, per la costruzione delle nuove unità abitative. Ma Netanyahu non sembra intenzionato a cambiare rotta, e ciò era palese anche nel suo ultimo incontro a Washington con Obama.

Intanto lo scenario si fa sempre più teso. Come abbiamo scritto ieri, Tel Aviv ha deciso di militarizzare Gerusalemme est e ha annunciato che dal mese prossimo sarà vietato ai lavoratori di viaggiare su autobus pubblici dalla zona di Tel Aviv verso la città-colonia di Ariel, in Cisgiordania.

L'Unione Europea, in tarda serata, ha finalmente deciso di "battere un colpo". In una nota, diffusa da Maja Kocijancic (portavoce dell'Alto Rappresentante per gli Affari Esteri Ue), ha fatto sapere che: se la volontà di costruire nuove unità abitative "sarà confermata non si potrà che condannare una decisione così inopportuna, e chiederne revoca urgente [...] Lo sviluppo futuro delle relazioni Ue-Israele dipenderanno dall'impegno di quest'ultima per una pace duratura basata sulla soluzione dei due Stati".

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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