Riforma Gelmini, scontri a Piazza Navona, sciopero generale: ma che è successo?

Inutile dirlo: questi ultimi giorni hanno rappresentato un punto di svolta per "l'Onda". Non solo per gli scontri di Piazza Navona, ma anche per le manifestazioni del 30 Ottobre a Roma, Bologna, Firenze e in altre città italiane. Dopo il salto proviamo a fare il punto di cosa sia successo nelle ultime 48 ore.

Innanzitutto: gli scontri a piazza Navona. (Ce ne siamo occupati anche ieri: qui e qui due articoli). La cronaca della giornata, fatta da Curzio Maltese, è abbastanza indicativa. Qui sopra abbiamo messo un video in cui Maltese parla dei primi attacchi neofascisti ai manifestanti e ci informa del fatto che la polizia lascia liberi i neofascisti di picchiare alcuni ragazzi. Qui un altro articolo, di Micromega, sulla vicenda di Piazza Navona. La cronaca della giornata, in due righe è questa: i neofascisti sono lasciati liberi di agire come credono dalla polizia. Ad esempio, sempre Curzio Maltese scrive:

È quasi mezzogiorno, una ventina di caschi neri rimane isolata dagli altri, negli scontri. Per riunirsi ai camerati compie un'azione singolare, esce dal lato di piazza Navona, attraversa bastoni alla mano il cordone di polizia, indisturbato, e rientra in piazza da via Agonale. Decido di seguirli ma vengo fermato da un poliziotto. "Lei dove va?". Realizzo di essere sprovvisto di spranga, quindi sospetto. Mentre controlla il tesserino da giornalista, osservo che sono appena passati in venti. La battuta del poliziotto è memorabile: "Non li abbiamo notati".

I neofascisti sono supportati dal famoso camioncino che si vede in molti video. Picchiano e rompono la testa a qualcuno. Poi si schierano in assetto da combattimento ("restate in fila!" "restate uniti!" grida quello che sembra il capo di Blocco Studentesco). Dall'altra parte, forse armati con l'aiuto di un altro camioncino (ma la polizia che faceva mentre da vari automezzi si scaricavano spranghe e altri oggetti?), ragazzi "autonomi" e di qualche centro sociale si armano. Si arriva alla situazione che si vede chiaramente in molti video. Due gruppi, uno contro l'altro. Poi, probabilmente dal gruppo "di sinistra", parte l'attacco al gruppo di destra. Alla fine, dopo aver lasciato "gli opposti estremisti" liberi di picchiarsi e di devastare la piazza, finalmente la polizia interviene. Qui sotto un altro video, questa volta sugli scontri tra "rossi" e "neri":

Si parla di connivenza della polizia con i neofascisti, e anche di una specie di strategia politica da parte delle forze dell'ordine: lasciare "liberi", almeno nella fase iniziale", i neofascisti, in modo da provocare una reazione nelle frange più estremiste dei centri sociali e degli autonomi, che porti infine allo scontro tra, appunto, opposti estremismi, sedato dai manganelli della polizia. Qui sotto un video in cui alcuni testimoni degli scontri parlano con Pancho Pardi, IDV, e Franco Giordano, RC:

Si parla addirittura di infiltrati della polizia tra quelli del Blocco Studentesco (qui un video che proverebbe l'infiltrazione), ma la "bufala" sembrerebbe essere smentita da un video di RepubblicaTv (lo trovate qui).
Infine, per chiudere con Piazza Navona, il video mandato in onda ieri sera ad AnnoZero. Si sentono le testimonianze di alcuni ragazzi, e si vedono anche altre cose (per esempio, un poliziotto che allontana quello che sembra uno dei capi di Blocco Studentesco dal gruppo degli "amici" arrestati chiamandolo per nome e invitandolo ad andare via - ma ovviamente questo potrebbe anche non voler dire niente: è ovvio che dei poliziotti, soprattutto se della DIGOS o di altri reparti, conoscano gli "estremisti", sia di destra che di sinistra):

Alla fine della giornata, arresti e fermi da tutte e due le parti.

Ma passiamo alle manifestazioni di protesta del 30 Ottobre. Hanno coinvolto centinaia di migliaia di persone, in tutta Italia. Ad esempio, c'è stata una grande manifestazione a Milano (qui le foto di 02blog, che ha seguito l'avvenimento). Anche Bologna ha partecipato alla giornata di protesta contro la riforma Gelmini, i tagli all'istruzione e contro la politica scolastica del governo. Purtroppo, ci sono stati scontri tra alcuni manifestanti e le forze dell'ordine. Una giornalista del "Corriere di Bologna" è rimasta ferita. Poi c'è stata, naturalmente, la cacciata di Beppe Grillo dalla manifestazione felsinea (anche se in realtà il comico genovese è successivamente "rientrato" nel corteo principale).

Nella rossa e dotta città ha partecipato al corteo contro la Gelmini anche il nostro Pier Franco Brandimarte, che ci ha detto che gli scontri, in via Castiglione, all'altezza dell'Aula di Santa Lucia e del Liceo Galvani, hanno coinvolto poche persone e sono stati provocati da alcuni "facinorosi" di estrema sinistra, che tuttavia non sono riusciti a rovinare il clima di tranquillità e di generale serenità che ha contraddistinto l'intera giornata. Cori, striscioni, addirittura goliardate, come l'improvviso "tutti giù per terra" di un gruppo di manifestanti, affetti da "Gelminite acuta".

Insomma, due giorni pieni e densi di avvenimenti. Quale può essere un primo, parziale bilancio? Si deve partire da alcuni elementi: la polizia, durante i fatti di Piazza Navona, non sembra essersi comportata bene. Non sembra aver difeso l'ordine democratico di cui anche noi parlavamo pochi giorni addietro. Sembra, anzi, che abbia voluto attizzare il fuoco delle tensioni tra opposti "estremisti" (oltre che opposti deficienti), in modo da poter, pacatamente e serenamente, riportare "l'ordine" e additare tutta "l'Onda", tutto il movimento come un gruppo di violenti piantagrane. In tutti i casi, missione compiuta: in tutti i principali media si è parlato molto degli scontri di Piazza Navona, e sono già iniziate le dotte discussioni sulla piega che prenderanno le proteste. Si arriverà alla violenza generalizzata o no? Io credo di no. Certo, se le forze dell'ordine facessero il loro dovere, mantenendo l'ordine senza distinzioni e senza guardare in faccia a nessuno, con serietà, elasticità, intelligenza ma con la necessaria fermezza, non sarebbe male.

Comunque, al dil là delle polemiche, questi giorni lasceranno sicuramente un segno, anche nella futura attività del governo, Infatti, non credo sia casuale la marcia indietro di Berlusconi sulla legge elettorale europea. Certo, ha pesato la possibilità di ritrovarsi, visto che probabilmente sarebbe stato usato il voto segreto, con una maggioranza parlamentare contraria. Ma in fondo, come conferma anche un articolo di Repubblica, Berlusconi non vuole combattere un'altra battaglia come quella sulla scuola, peraltro appena conclusa, va detto, con una sua vittoria. Prevedibile e prevista, naturalmente. Ma indubbiamente una vittoria. Adesso la palla passa nelle mani delle "opposizioni". Riusciranno i nostri eroi del PD, dell'IDV, dell'Onda, dei vari movimenti, comitati, sindacati studenteschi ad fare fronte comune per demolire con un referendum questa legge?

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