Renzi, “contento” della spaccatura Pd. Anche Berlusconi…

Chi oggi gode è Silvio Berlusconi che vede il Partito Democratico nel caos non grazie a Forza Italia e al centrodestra ma al segretario-premier Matteo Renzi, già trionfatore delle primarie, oggi "mattatore" della politica italiana.

matteo-renzi

Il “rais” di Arcore ci ha messo del suo, con il Patto del Nazareno sancito proprio con Renzi nella sede del partito “nemico”, accordo che ha rimesso in pista l’ex Cavaliere e ha portato il Pd alla situazione attuale, a un passo dalla scissione.

Su questo punto, al di là dei soliti balletti scaricabarile, la scissione è in atto e le due parti – renziani e antirenziani – aspettano il momento giusto o il fattaccio, per sancire anche formalmente la divisione. L’ultimo atto (per ora) è stato il milione di lavoratori Cgil (per lo più anche iscritti ed elettori del Pd) in piazza San Giovanni contro il governo a guida Pd, contro il premier, segretario del Pd, trattato negli slogan e nel discorso della Camusso come il nemico numero uno, un pericolo per l’Italia, da cacciar via.

Né in Italia, né in alcun Paese si era mai arrivati a tanto.

“La scissione nel Pd – dice l’ex direttore de l’Unità Peppino Caldarola – è già avvenuta, una parte del partito considera Renzi come un nemico assoluto, e questo non ha precedenti nella storia della sinistra italiana”.

Se è per questo, non ha precedenti nella storia italiana tutta, compresa l’era democristiana. La situazione è più che chiara: la minoranza del Pd è in guerra contro Renzi e contro i renziani e sta con la Cgil in attesa di costruire un soggetto politico nuovo nel solco della sinistra tradizionale.

Non sappiamo se con questa scelta Cuperlo, Fassina & C siano o no caduti nella bocca del lupo. Fatto sta che è quello che voleva Renzi, per nulla preoccupato di questi “gufi”, ben contento di non vederli più sotto lo stesso tetto del Pd, pronto a cercare consenso e voti nella sterminata prateria degli italiani astensionisti perché delusi dal berlusconismo e dal centrodestra di questi ultimi vent’anni.

Detta così, quella di Renzi sembra la quadratura del cerchio, una marcia trionfale annunciata. E’ così? Renzi sta già preparando il voto anticipato. Perché? Perché gli conviene. Batte e batterà sempre più su un tasto: questo parlamento non è in grado di fare le riforme, questa politica non vuole fare le riforme, questo Pd non vuole cambiare. Quindi, con il Partito della nazione, cioè il partito di Renzi, diritti per chiedere agli elettori una legittimazione popolare e formare una maggioranza parlamentare a uso e consumo di Matteo. La legge elettorale si trova a misura di questo obiettivo.

Chi ferma questo disegno? Non certo Berlusconi, impegnato a stare sulla “groppa” di Renzi per salvare la sua faccia politica e le sue aziende, non certo il centrodestra mai così male in arnese, non certo la sinistra, casinista ma all’angolo.

Allora? Anche Renzi, forse, fa i conti senza l’oste. In questo caso, senza la crisi economica (e non solo) che tiene l’Italia al gancio e spaventa gli italiani. Chi ferma, senza un disegno strategico sul futuro dell’Italia, le prossime proteste della piazza, le spinte corporative, la sfiducia e l’astensionismo?

C’è bisogno di coesione nazionale. Cioè l’opposto di quel che sta facendo Renzi.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO