Israele rivendica le colonie illegali e "sfida" la comunità internazionale

Benjamin Netanyahu Attends Hanukkah Candlelighting Ceremony In Rome

Ieri Benjamin Netanyahu, durante un discorso alla Knesset (il parlamento), ha lanciato l'ennesima provocazione all'Anp e alla comunità internazionale. In risposta alle proteste palestinesi per la costruzione di mille nuove unità abitative coloniche a Gerusalemme est, il premier israeliano ha dichiarato: "Israele ha il pieno diritto di costruire nei rioni ebraici di Gerusalemme. Gli inglesi costruiscono a Londra, i francesi a Parigi, noi a Gerusalemme" (Via Ansa).

La dichiarazione di Netanyahu, di fatto, promuove l'illegalità in ambito internazionale. Parigi e Londra sono sotto la piena sovranità di Francia e Gran Bretagna; invece Gerusalemme, come è noto, è sotto occupazione militare. A dirlo non è solo l'Anp, ma le risoluzioni delle Nazioni Unite e il diritto internazionale. Tale principio non vale solo per Gerusalemme est, ma anche per tutti gli insediamenti colonici nati dal '67 in poi.

Dopo l'annuncio della costruzioni delle abitazioni a Ramat Shlomo e Har Homa, i palestinesi hanno veementemente protestato. Tanto che Jibril Rajub, un dirigente di al-Fatah, il partito del presidente Abu Mazen, in una conferenza stampa a Ramallah ha dichiarato: "I progetti israeliani di estensione della colonizzazione a Gerusalemme est sono un atto provocatorio; il premier Benyamin Netanyau non può attendersi da noi una bandiera bianca [...] Se Israele continerà a spingerci in un angolo, tutte le opzioni sono sul tavolo".

Il Presidente Abu Mazen, per parte sua, ha fatto pressione affinché il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite convocasse un incontro d’urgenza sull'aggressione israeliana nei territori occupati. La richiesta, vista la gravità della situazione, non poteva non essere accolta dall'Onu: il meeting è in programma per oggi stesso.

Intanto i richiami di Stati Uniti e Unione Europea non hanno sortito alcun effetto sull'esecutivo di Tel Aviv. Anzi, Netanyahu, con atteggiamento sprezzante, è andato all'attacco dell'amministrazione Obama, dichiarando che è "scollegata dalla realtà". Il premier israeliano si è molto infastidito con la portavoce del dipartimento di Stato, che ha apertamente affermato che "gli Usa considerano illegittima l'attività negli insediamenti e si oppongono a passi unilaterali che pregiudicano il futuro di Gerusalemme". (Via Adnkronos).

Il governo israeliano, dopo l'operazione militare Margine Protettivo a Gaza, sta nuovamente perseguendo una politica improntata all'innalzamento della tensione. Contrario alla nascita dell'esecutivo di unità nazionale palestinese, promosso da Ue e Usa, alterna misure al limite dell'apartheid con disposizioni sicuritarie. A tale riguardo, domenica scorsa vi abbiamo raccontato della militarizzazione di Gerusalemme est, in seguito al presunto attentato compiuto dal giovane palestinese Abdel Rahman a-Shaludi, e del divieto per i lavoratori palestinesi di viaggiare su autobus pubblici dalla zona di Tel Aviv verso la Cisgiordania.

La lista di soprusi e provocazioni non è finita. Ieri il sindaco israeliano della città Nir Barkat ha compiuto un sopralluogo sulla Spianata delle Moschee e oggi sarà celebrato un convegno dal titolo: Israele torna sul Monte del Tempio. All'incontro parteciperanno alcuni esponenti del governo israeliano che vorrebbero autorizzare gli ebrei a pregare sulla Spianata, dove 2000 anni fa sorgeva il tempio di Gerusalemme.

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