Tav, il senatore Esposito ci ripensa: “Se costa 7 miliardi è meglio rinunciare"

Lo sfogo è avvenuto sul sito ufficiale del senatore, che ora chiede spiegazioni e minaccia mozioni.

Stefano Esposito, il senatore PD grande sostenitore della Tav Lione-Torino, ha scoperto poche ore fa che il colossale progetto è lievitato ulteriormente nei costi. Dagli 8.329 milioni di euro preventivati all’inizio del 2012, il costo dei lavori è recentemente salito a 11.977 milioni di euro, poco meno di 12 miliardi.

La polemica sollevata da Esposito nasce da questo articolo del Sole 24 Ore, in cui si spiega che alla luce dei nuovi calcoli all’Italia spetterebbe il pagamento 6,9 miliardi di euro - il 57,9% della spesa per i lavori - a cui va sottratto il 40% di finanziamento in arrivo dall’Europa, arrivando così a una spesa di 4,16 miliardi di euro.

Esposito, che da forte sostenitore del progetto dovrebbe essere a conoscenza di tutte le informazioni fondamentali, è caduto dal pero e ha affidato il suo sfogo a un comunicato pubblicato sul suo sito ufficiale:

Nei giorni scorsi Il Sole 24 ore ha pubblicato documenti di Rfi dai quali risulterebbe che, contrariamente a quanto deciso e discusso fino ad oggi nelle aule parlamentari, il costo della tratta internazionale della Torino-Lione non sarebbe di 2,9 miliardi ma di 7 miliardi.

Queste novità, dice Esposito, sarebbero frutto di accordi segreti di cui il Parlamento non è a conoscenza. E lui, da bravo senatore del Partito Democratico, vuole fare chiarezza e, se necessario, arrivare addirittura a bloccare i lavori e scrivere la parola fine sulla Lione-Torino:

Questa opera è al centro di un aspro dibattito e non intendo accettare che non ci sia totale trasparenza e chiarezza sui costi, non mi accontenterò di spiegazioni tecniciste e burocratiche. Mi auguro di ottenere la conferma che quanto fino ad ora dichiarato e contenuto negli atti legislativi trovi pieno riscontro, nel qual caso chi si è reso responsabile di questi numeri in libertà dovrà pagarne le conseguenze.

Esposito non ci vuol credere. E’ bastato un pezzo del Sole 24 Ore per far vacillare il suo forte sostegno al progetto. Il senatore, infatti, ha annunciato di essere pronto a mettersi in modo per l’annullamento del progetto:

Questa mattina ho chiesto in Commissione trasporti al Senato l'audizione urgente dei vertici Rfi, del ministro Maurizio Lupi e del ministero dell'Economia. Pretendo una risposta chiara, credibile e certa sui reali costi della Torino-Lione.

E, ancora:

Nel caso in cui dovessero essere confermate le cifre date da Rfi, non indugerò un solo minuto a presentare una mozione parlamentare per chiedere al governo l'immediata interruzione dei lavori e la rinuncia alla realizzazione della tratta italiana del corridoio mediterraneo.

Poi la conclusione, una vera e propria perla:

Se il costo della Torino-Lione fosse di 7 miliardi meglio pagare le penali alla Francia. Basta con il paese dei furbi e dei burocrati che decidono senza rispettare il Parlamento.

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