Servizio Pubblico, puntata 30 ottobre 2014

Servizio Pubblico: la puntata del 30 ottobre 2014 in diretta


00.03 Con le vignette satiriche di Vauro si chiude la puntata.

napolr
selg
23.58 Pubblicità.
23.56 Sallusti: "Abbiamo discusso per anni del signor Franco, ma alla fine abbiamo scoperto che Franco era solo un barista". Travaglio: "Equivoco clamoroso. Uno che sta 20 anni vicino a Vito Ciancimino non fa il barista, come minimo fa il ministro".
23.55 L'identikit della bionda delle stragi.

la bionda

23.52 Su De Gennaro, Ciancimino: "Non l'ho tirato in ballo io. Sarebbe stato un suicidio. Lungi da me averlo calunniato. De Gennaro era uno dei terminali sempre a conoscenza della trattativa".
23.47 Travaglio ricorda che la legge vieta agli uomini dei servizi segreti di incontrare detenuti senza informare la magistratura.
23.47 Cianferoni: "Nello Stato ci sono armadi che la magistratura non può aprire".
23.45 Sallusti: "I pentiti sono pericolosi perché, anche da quanto emerge da questa trasmissione, tra servizi segreti e magistratura c'è una feroce guerra in alcuni casi".
23.41 Martelli: "Spesso i killer di mafia si pentono perché sono i depositari dei segreti più gravi; sono i più appetibili per lo Stato e più sospetti per la mafia".
23.37 Ascoltiamo anche il dialogo di Flamia col figlio. E, nel servizio, le parole del suocero di Flamia.
23.32 In studio la ricostruzione delle dichiarazioni di Flamia: "Ho capito che volevano uccidermi e ho deciso di collaborare con la giustizia".
23.28 Un servizio realizzato a Bagheria, dove viveva Sergio Flamia, il collaboratore di giustizia (killer di 40 persone).
23.21 Cianferoni ricorda che fu Riina a parlare per primo pubblicamente della trattativa. Pubblicità.
23.18 Sallusti: "I Ciancimino da due generazioni sono nei guai, frequentano gente strana. Non sarà un caso...". Massimo: "Io frequento i Carabinieri".
23.14 Ciancimino: "La magistratura contro di me ha usato la massima durezza".
23.13 Ciancimino: "Mi si vuole presentare come uno che accusa: io semplicemente parlo con i magistrati".
23.11 Ciancimino: "La trattativa che sancisce la morte di magistrati non può essere definita 'benedetta'. La trattativa l'ho avviata io. Sono stato contattato dal colonnello Mori attraverso De Donno".

ciancimino

23.10 La premessa di Ciancimino: "Non ho nessuna condanna per mafia".
23.08 Cianferoni ricorda che Massimo Ciancimino è "imputato per calunnia". Travaglio: "Ma non per il papello".
23.07 Cianferoni: "La Dc è il convitato di pietra di questa storia a livello politico".
23.05 Cianferoni: "Riina e Mori non sono mai andati d'accordo, non c'è nessuna trattativa tra loro".
23.01 Botta e risposta tra Sallusti e Travaglio, ancora sul generale Mori. Il primo: "Non si fidava dei giudici di Palermo". Il secondo: "Non diciamo caxxate, lui era pulito e Caselli no?".
22.58 Sallusti invita a distinguere tra il buono, Mori, e il cattivo, Riina.
22.55 L'intervista a Maurizio Costanzo, che rievoca l'attentato subito, per fortuna senza conseguenze:

Ciò che mi ha stupito è che dopo quell’episodio non sia successo niente. Perché il silenzio?

maurizio costanzo

22.50 Martelli: ""Le stragi riprendono appena lo Stato dà i primi segni di cedimento, a cavallo delle prime revoche del 41 bis". Da Palermo in collegamento Massimo Ciancimino. Pubblicità.
22.44 La ricostruzione delle dichiarazioni di Riina (del 5 settembre 2013 catturate nel cortile del carcere di Opera) sulla mancata perquisizione del suo covo.
22.42 Travaglio: "Penso che Provenzano abbia consegnato Riina e sia diventato intoccabile per 20 anni".
22.41 Travaglio: "Mori dice a Caselli 'non perquisiamo il covo di Riina, sorvegliamolo', ma poi lo abbandona". Cianferoni: "Mori ha messo in piedi una versione istituzionale. Erano tutti d'accordo".
22.38 Cianferoni: "Penso che la perquisizione a Riina non ci sia mai stata". Poi aggiunge: "Riina non ha mai trattato con i Carabinieri".
22.37 Guzzanti: "Non perquisire il covo di Riina significa che Cosa nostra può continuare a fare quello che fa". Poi aggiunge: "Violante e Giancarlo Caselli potrebbero dire molto di più".
22.33 L'anonimo: "Fu sospeso il servizio di monitoraggio video e il covo di Riina fu clinicamente ripulito e imbiancato".
22.25 Si riparte dalle parole di Grillo in Sicilia sulla mafia. Quindi Dragoni mostra quanto costerebbe comprare le azioni di una ipotetica Mafia Spa. Sarebbe la prima società italiana per ricavi: 150 miliardi all'anno.

ricavi12

22.20 Pubblicità.
22.18 Le parole di Violante su Mori e Ciancimino.

le parole

22.16 Conso asserisce di aver preso la decisione in assoluta solitudine. Martelli non ci crede: "Ma gli fa onore".
22.13 Martelli: "Un'altra certezza è che Mancino ha detto il falso, ripetutamente".
22.12 Martelli ricorda le parole del suo successo al ministero Conso: "Fui io a voler dare il segnale di disponibilità all'ala moderata di Cosa Nostra guidata da Provenzano; per questo tolsi dal 41-bis una serie di detenuti".
22.07 Cianferoni: "Un conto è Mori, un conto sono i Ros. Nel periodo '91-'93 erano una struttura agguerrita e molto preparata". L'avvocato ironizza: "Riina fa comodo come parafulmine. Tranne l'attentato al Papa, gli hanno attribuito tutto".

Cianferoni

22.05 Cianferoni: "Mori ha fatto il suo lavoro in maniera pulita, come gli è stato chiesto di fare".
22.00 L'intervista al pentito Di Matteo, il primo a parlare della strage di Capaci. Sostiene che qualcuno abbia svuotato la casa di Riina, mentre veniva arrestato:

Di Maggio mi ha detto che i carabinieri sono andati a svuotare casa Riina da alcuni documenti scottanti. Di Maggio sa cosa contengono quei documenti ma non me l’ha potuto dire.

21.58 Sallusti: "Nitto Santapaola l'hanno arrestato 15 giorni dopo questa scenetta. Perché non l'hai detto, Marco?".
21.58 Travaglio: "Santapaola nel villino giusto ha visto tutto dalla finestra e se l’è filata indisturbato. Ehi Nitto, yuuhuu, siamo qui, lo capisci o no che devi scappare? Due anni dopo, il Ros concede il bis con Provenzano. Altro che scambio di prigionieri: qui i prigionieri scappano, e l'unico che resta in prigione è lo Stato".
21.57 Sul capitano Ultimo:

I giudici di primo grado se la bevono e anche per questo assolvono Mori. Credono persino a De Caprio, che dice “passavo di lì per caso”. Ma certo, come no: se devi andare da Messina a Palermo, non imbocchi la comoda autostrada, no! Passi da Terme di Vigliatore, per caso, proprio il giorno che devono prendere Santapaola, e fai un tale casino da farlo scappare. Una sfiga dopo l'altra.

21.55 La ricostruzione di Travaglio: "Finora si sapeva la versione ufficiale. Questa. Il 5 aprile '93 un onesto maresciallo dei CC di Messina intercetta con una microspia Santapaola nascosto in un villino sul lungomare di Terme di Vigliatore, vicino Barcellona Pozzo di Gotto. Tutto contento, avverte Mori a Roma. Mori dice: tranquillo, ci penso io. E parte per Catania. Ma lì purtroppo il giorno dopo succede un incidente: il suo braccio destro, Sergio de Caprio, il leggendario capitano Ultimo, che 4 mesi prima ha catturato Riina ma non ha perquisito il covo, passa per caso da Terme di Vigliatore mentre torna a Palermo da un impegno di lavoro a Messina. E vede uscire in auto da un villino un tizio identico al boss Pietro Aglieri. Impone l'alt. Poi purtroppo si scopre che è stato uno scambio di persona: il fuggitivo non è Aglieri, ma un giovane imprenditore, Fortunato Imbesi, che non s'è fermato perché i CC erano in borghese e li aveva scambiati per dei sequestratori. Purtroppo tutto quel trambusto mette in allarme Santapaola, che lascia il villino lì vicino e cambia nascondiglio. E pazienza, è andata così".

21.53 Travaglio: "Qui lo Stato s'è legato le mani dietro la schiena e le ha date tutte vinte ai boss che avevano consegnato Riina e chiuso la trattativa: Provenzano e i suoi fedelissimi. Il generale Mori, ex capo del Ros dei CC, è imputato in appello (dopo l'assoluzione in I grado) perché nel '95 poteva catturare Provenzano in un casale di Mezzojuso, grazie alla soffiata di un confidente, e invece lo lasciò scappare. E questo si sa. Nessuno sa che 2 anni prima, nel '93, il Ros aveva fatto la stessa cosa con Nitto Santapaola, boss di Catania, anche lui latitante e provenzaniano, e dunque intoccabile. Attenti perché è una storia da film, anzi da tragicommedia".

travaglio legge

21.50 Nuovo intervento di Travaglio: "Prima erano tutti negazionisti, ora tutti giustificazionisti riguardo alla trattativa".
21.45 Sallusti: "Mori è stato assolto". Guzzanti: "In primo grado". Pubblicità.
21.45 La memoria di Scarpinato:

L’ex colonnello Mauro Venturi, che è stato nei Servizi insieme a Mori, ci ha raccontato che (Mori) eseguiva intercettazioni abusive sui suoi superiori, ne violava la corrispondenza, scriveva esposti anonimi. Ci ha detto Venturi: “Gianfranco Ghiron (fratello avvocato vito ciancimino) era della destra più nera Si trovava bene con Mori perché era nero, più nero di lui.

21.41 In studio la ricostruzione delle dichiarazioni del procuratore Scarpinato, titolare del processo d’appello contro il generale Mori per la mancata cattura di Provenzano:

Mori ha sempre mantenuto il modus operandi tipico di un appartenente a strutture segrete, perseguendo finalità occulte.

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21.38 Sallusti: "La mafia ha perso anche perché voleva bloccare il Paese, invece il Paese è cambiato". Guzzanti: "La mafia è duemila volte più ricca di prima". E tira in ballo la nascita di Forza Italia.
21.38 Sallusti: "Lo stato ha vinto la battaglia con la mafia. Anche se ha dovuto trattare - nell'interessa dello Stato -, ha fatto bene. Benedetta sia la trattativa".
21.36 Sallusti: "Per sapere quello che ha detto Napolitano ai giudici bastava leggere il Corriere due giorni dopo la bomba". Poi critica i giudici: "Il loro è un teorema".
21.33 Guzzanti: "Agli inizi degli anni '90 questo Paese stava cambiando ma le stragi bloccarono tutto. Da quel momento l'Italia non si è mai ripresa". Sallusti: "C'è un abisso tra la drammaticità di quei giorni e la buffonata che sta avvenendo in queste ore con l'inchiesta".
21.30 Il passaggio di un libro di Ciampi, all'epoca dei fatti Presidente del Consiglio.

Ebbi paura che fossimo ad un passo dal colpo di Stato.

ciampi

21.28 Continua la ricostruzione di Travaglio:

L'altro tema della testimonianza era la lettera che gli scrisse il 18 giugno 2012 il suo consigliere giuridico Loris D'Ambrosio, 40 giorni prima di morire. Gliela scrisse per dimettersi per le polemiche sulle sue telefonate con Mancino. Ma anche per ricordargli: “Lei sa di ciò che ho scritto di recente” in un libro di Maria Falcone: “episodi del 1989-'93 che mi preoccupano e fanno riflettere, e mi hanno portato a enucleare ipotesi di cui ho detto anche ad altri, quasi preso dal vivo timore di essere stato allora considerato solo un ingenuo e utile scriba di cose utili a fungere da scudo per indicibili accordi”. Quindi 2 anni fa Napolitano scopre che il suo collaboratore teme di essere stato usato per indicibili accordi. Uno normale fa un salto sulla sedia e convoca D'Ambrosio

Poi chiosa:

Alla fine-paradosso-è meglio sperare che Napolitano abbia fatto a D'Ambrosio la domanda che tutti noi avremmo fatto, e che se ne sia dimenticato. E che un giorno o l'altro recuperi la memoria e si decida a raccontare anche a noi quel che gli rispose D'Ambrosio. Se invece è vero che, leggendo la lettera di D’Ambrosio, Napolitano non è sobbalzato dalla sedia e non è stato preso dalla frenesia di conoscere tutta la verità sugli indicibili accordi fra Stato e mafia, sarebbe peggio. È molto meglio avere un presidente della Repubblica reticente che indifferente. Un reticente della Repubblica.

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21.27 Secondo Travaglio "lo Stato non solo era sotto ricatto, ma sapeva benissimo di esserlo".

travaglio servizio pubblico

21.26 Travaglio: "Napolitano testimoniando, ha dimostrato che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, anche se avrebbe fatto meglio a lasciare aperte le porte del Quirinale anche a imputati e giornalisti. Ha detto che i vertici delle istituzioni sapevano che le bombe le avevano messe i corleonesi".
21.25 C'è anche Alessandro Sallusti in studio. Il primo a parlare è Marco Travaglio.
21.24 L'intervista a Di Matteo: “Nella domanda abbiamo utilizzato la parola ‘ricatto’ allo Stato e il teste ha confermato la percezione".
21.20 In onda la ricostruzione della deposizione del Presidente della Repubblica. Che asserisce: “D’Ambrosio non fece alcun cenno agli ‘indicibili accordi’ di cui parla nella lettera".

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21.17 La copertina è dedicata alla deposizione di Napolitano al Quirinale.
21.15 Ancora Santoro:

La staffetta di Samarcanda con Maurizio Costanzo nella quale avevamo chiesto agli italiani di spegnere la luce. Queste cose sono successe prima delle stragi, dopo è subentrata la rassegnazione. Perchè le stragi sono avvenute quando abbiamo tentato di essere un Paese normale. Se lo fossimo diventati forse i morti risponderebbero alle nostre domande. Dunque vitti 'na crozza e non girare la testa dall'altra parte.

21.14 Santoro ricorda l'attentato mafioso ai danni di Maurizio Costanzo:

Grillo dice che i mafiosi hanno un codice. Ma ce l'avevano gli assassini, quelli che utilizzarono il tritolo. Quando sono arrivato sul luogo dell'attentato di via Fauro ho visto il cratere della bomba e le persone che mi guardavano con aria smarrita. Non si era mai visto la mafia colpire con tanta determinazione fuori dalla Sicilia. 'Perché?' continuava a chiedermi Maria De Filippi. Perchè?

21.12 Inizia la puntata, con l'editoriale di Michele Santoro:

Sono anni che passiamo davanti a quei morti, e sono talmente tanti anni che quasi non li vediamo più. Il presidente della Repubblica dice che quelle stragi sono state un ricatto, ma noi non ne vogliamo parlare.

21.03 Tra pochi minuti inizia la puntata di Servizio Pubblico, che potete seguire anche in streaming su Blogo.
Servizio Pubblico: si intitola 'Il ricatto' la puntata di stasera, giovedì 30 ottobre 2014, del talk show di Michele Santoro. Blogo la seguirà in liveblogging a partire dalle ore 21.10 e trasmetterà in diretta streaming l'intera puntata.

Servizio Pubblico | Ospiti

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Ospiti di Michele Santoro saranno Luca Cianferoni, avvocato di Totò Riina, Claudio Martelli, ex ministro della Giustizia, e l'attrice e regista Sabina Guzzanti (che ha recentemente realizzato, come noto, un documentario dal titolo La trattativa.

Servizio Pubblico | Anticipazioni

Nel talk show di La7 si analizzerà e commenterà la deposizione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel processo per la (presunta) trattativa Stato-mafia. In studio anche il condirettore del Fatto quotidiano Marco Travaglio e il giornalista de Il Sole 24 Ore Gianni Dragoni.
In chiusura di puntata le vignette satiriche di Vauro.

In particolare nel corso della diretta ci si chiederà perché se la minaccia, come pare di capire dalle dichiarazioni di Napolitano ("Nel 1993 un aut aut della mafia allo Stato. Le bombe erano un ultimatum, telefoni muti e tememmo il golpe”), era mafiosa l'allora presidente del Consiglio Carlo Azeglio Ciampi temeva un colpo di Stato?

Sarà trasmessa anche l'intervista realizzata da Sandro Ruotolo al pm di Palermo Nino Di Matteo.

Abbiamo usato l'espressione 'ricatto di Cosa Nostra' e il Presidente Napolitano ha confermato. Ha detto chiaramente che ebbe la percezione che le stragi dei corleonesi fossero una strategia per mettere lo Stato davanti a un aut aut: o l’alleggerimento della repressione antimafia oppure il prosieguo della attività stragista.

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