Riaperta la spianata delle moschee di Gerusalemme

Riaperta la spianata delle moschee di Gerusalemme

Aggiornamento venerdì 31 ottobre, ore 09.22 - Dopo la chiusura decisa da Israele in seguito all'escalation di tensioni tra arabi e israeliani è stata riaperta la spianata delle moschee di Gerusalemme. Secondo RaiNews la decisione del governo di Israele è stata resa nota ieri in serata dalla polizia: il network di Stato italiano cita Al Azhar, una delle autorità dell'islam sunnita in Egitto, che aveva giudicato la chiusura un "atto ostile" e "barbaro" e un tentativo da parte di Israele di prendere il controllo della Moschea di al Aqsa.

La decisione delle autorità israeliane denota il tentativo lodevole di evitare ulteriori strumentalizzazioni ed inasprimenti delle tensioni già esistenti: mantenere la chiusura della spianata delle moschee di Gerusalemme al venerdì avrebbe significato un'inevitabile nuova escalation di tensioni e possibili violenze.

Tensione Israele - Palestina: si rischia la terza Intifada?

Già si parla del rischio che stia per scoppiare una terza Intifada. Timori forse prematuri, ma comprensibili dal momento che la spianata delle moschee è di nuovo al centro della rabbia palestinese e che fu proprio la passeggiata che Ariel Sharon compì sulla spianata a costituire la miccia che fece scoppiare la seconda guerriglia tra Israele e Palestina. A pochi mesi dalla conclusione del conflitto a Gaza, Israele e Palestina tornano così in cima alle cronache internazionali. Cos'è successo? Ancora una volta al centro del conflitto c'è la spianata delle moschee, chiusa da Israele, inizialmente a tempo indeterminato, scatenando la reazione di Abu Mazen: "Equivale a una dichiarazione di guerra".

La mossa di Israele segue al tentato omicidio del rabbino nazionalista di origine americano Yehudà Glick. Secondo il controspionaggio israeliano dello Shin Bet il colpevole del tentato omicidio è Muatnaz Hijazi, che è stato poi ucciso durante le operazioni per arrestarlo nella sua casa. Glick invece è ancora ricoverato in condizioni critiche. Una situazione che ha causato nuovi scontri molto accesi a Gerusalemme est tra la polizia e palestinesi, dando occasione al premier Netanyahu di ordinare la chiusura ad oltranza per musulmani ed ebrei della Spianata delle Moschee di Gerusalemme. Una chiusura durata solo poche ore, ma che è sufficiente a far temere una escalation di violenze.

In verità è già da giorni, e prima del tentato omicidio del rabbino seguito dall'assassinio del presunto attentatore, che la tensione tra israeliani e palestinesi è alle stelle; per la precisione in seguito alla decisione di Israele di procedere alla costruzione di mille nuove abitazioni destinate ai coloni israeliani a Gerusalemme est.

Prima ancora, era stato il sindaco israeliano di Gerusalemme, l'ultranazionalista Nir Barkat, a esacerbare gli animi dando vita a una personale passeggiata sulla spianata delle moschee. "Barkat è il primo sindaco a entrare a al-Aqsa, unendosi a gruppi di fanatici ebrei e parlamentari estremisti della Knesset", ha detto il direttore della Moschea di al-Aqsa, Shaykh Omar al-Kiwsani. Passeggiate provocatorie e nuovi insediamenti, scontri, tentati omicidi e seguenti ritorsioni. Tra Israele e Cisgiordania la situazione è tornata a essere incadescente.

Clashes In East Jerusalem After Israeli Activist Shooting

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