Riforma Gelmini, legge 133 e Anno Zero: io non ho paura

"Il decreto Gelmini è legge e il Governo ha annunciato che adesso si occuperà dell’Università. Le proteste degli studenti si fermeranno?". Questo il tema di una puntata frizzante e molto partecipata di Anno zero, dal titolo "Io non ho paura". Prima nota in apertura di serata, il conduttore sottolinea come dei politici invitati si siano rimangiati la parola rinunciando alla partecipazione: coda di paglia? Certo che in un momento come questo rinunciare ad un confronto sa molto di paura di figure imbarazzanti.

Introduzione divertente e pungente di Travaglio (qui sopra), con al centro la "parolaccia" conflitto d'interessi, che da qualunque parti la prendi vede spuntare il premier e il suo staff. E poi, la domanda: quando Berlusconi parla di tv di stato cosa vorrebbe dire? Forse si dimentica chi dovrebbe rappresentare lo stato adesso...Diretta dall'università occupata di Pisa e grande partecipazione giovanile in studio.

Interessanti gli interventi dei ragazzi del movimento e del rappresentante di Azione universitaria, imbarazzante un ragazzo (evidentemente adoratore del premier) che non ha fatto altro tutta la sera che parlare sopra gli altri per difendere il suo governo, con la chicca finale della "scena di gelosia" a Santoro. A impreziosire lo studio l'economista Tito Boeri e Ignazio Marino del Pd.

E, novità annunciata, Sabina Guzzanti in versione Berlusclown rimarcante "l'indegnità" dell'esistenza di un'opposizione. Effettivamente calzante la parodia, in giorni in cui il presidente del consiglio più che pronunciare le parole "bugie" e "sinistra"non sa fare, senza mai entrare nel merito di una legge che neppure il suo staff di comunicazione evidentemente sa difendere.

Le parti più interessanti sono state sicuramente quelle in cui è stata data la parola ai ricercatori di Pisa, così come la riproposizione del servizio di Iacona da "W la ricerca"sulla fuga di cervelli e la situazione disastrosa della ricerca in Italia (qui trovate il documentario per intero). Evidente, l'Italia con questa classe politica e questi decreti non ha futuro. Naturalmente si è parlato anche degli scontri, di cui potete trovare nel blog ampi servizi e differenti punti di vista. Gran finale di Vauro, con la trasmissione che è andata a chiudersi prima del solito...coincidenza o monito?

Santoro, nonostante qualche momento di caos e i boicottaggi dei politicanti, conferma i progressi fatti dalla sua trasmissione rispetto agli anni precedenti. Non più tribuna solo di politici (già sempre primi attori nei tg e nelle altre trasmissioni), ma confronto (e, se possibile, dialogo) tra società civile, intellettuali e classe politica. Con due domande lasciate ieri sera sospese nell'etere: non è che poi questo strano essere mitologico della maggioranza silenziosa sia un prodotto comunicativo caro al premier ma inesistente? E, come è possibile tirare dritto con una riforma devastante costruita senza un minimo confronto con chi nelle scuole e università ci lavora tutti i giorni?

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