Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica

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Alitalia: sbloccata (parzialmente) in extremis l’empasse dopo l’ultimatum di Colaninno. Cgil, Cisl, Uil e Ugl firmano il “lodo Letta” sul contratto di lavoro dei dipendenti per la nuova Alitalia. No dei piloti e degli assistenti di volo. L’ultimo avviso di Letta prima dell’accordo: “O si firma o c’è il baratro, l’alternativa è il fallimento”. Berlusconi: “E’ la svolta decisiva”. Bersani: “E’ l’ultimo pane, molti i limiti e le colpe del governo”. L’Anpac: “Stravolti gli accordi di settembre”.

Il nostro commento.
Stavolta l’ultimatum del governo ha (parzialmente) prodotto l’effetto voluto e la situazione della compagnia di bandiera si è (in parte) sbloccata all’ultimo momento con la firma dei sindacati confederali più l’Ugl. La situazione resta legata a un filo perché i sindacati autonomi dei piloti (Anpac e Up) e degli assistenti di volo (Sdl e Avia) non hanno firmato. Quale sarà la posizione della Cai di fronte a questa nuova situazione? E’ in corso una riunione decisiva. Piloti e assistenti hanno un peso determinante. Ora che sono isolati c’è il rischio di azioni “sconsiderate” e di contro misure “pesanti” del governo. Il governo deve tenere i toni bassi: nessun trionfalismo rispetto a un nodo ancora non del tutto sciolto e rispetto a una condotta discutibilissima, i cui costi, non solo economici, saranno alla fine pagati da tutti gli italiani.

Roberto Colaninno: “Senza la firma sui contratti al tavolo a Palazzo Chigi, la Cai sarebbe stata fuori da Alitalia. Valuteremo attentamente le conseguenze del no dei sindacati autonomi”.

Augusto Fantozzi: “Senza firma, la vecchia Alitalia non potrà nemmeno andare dal giudice per dare corsa alla vendita degli asset. E’ necessario che il contratto sia sottoscritto da tutti. Non è un ultimatum ma stiamo bruciando risorse per i creditori”.

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