Riforma Gelmini: la verità sugli scontri di Piazza Navona e la cantonata micidiale presa da Beppe Grillo

Mi perdonerete il titolo un po' pretenzioso quando tutti ben sappiamo che la verità non esiste, per dirla con un sofisma, e anche se esistesse sarebbe ben nascosta tra le pieghe delle rispettive opinioni. E dunque proprio da qui vogliamo partire, mettendo a confronto due opposte posizioni, in un racconto di come sono andate le cose, e due opposti filmati che dovrebbero rappresentare la realtà vista da destra e da sinistra. Ok, sarebbe meglio dire vista da comunisti e fascisti e chiamare fuori i moderati, ma che volete, il giornalismo è un mondo fatto di generalizzazioni.

Abbiamo aperto col video d'accusa già riportato dal nostro Bruno Marino. Continuiamo con la versione dei giovani del servizio d'ordine di Rifondazione Comunista:

Racconta Yassir: «Io stavo andando al lavoro quando mi ha telefonato un ragazzo del liceo Tasso per avvisarmi che i fascisti stavano picchiando la gente. Temevo che esagerasse, ho chiamato altre persone, e tutti confermavano le aggressioni. Parlavano di sangue. Ho radunato altri compagni e siamo andati». Insieme a quelli dell'università: «E mica sono il Settimo Cavalleggeri! — sorride Simone —. Era già previsto che venissero anche loro, hanno solo accelerato un po' il corteo». Con il loro camioncino: «Certo — risponde Emiliano - quello c'è sempre, per gli altoparlanti e i megafoni. Mazze non ce n'erano, stai sicuro. Quando siamo arrivati abbiamo trovato la piazza terrorizzata dalle violenze precedenti e i fascisti schierati in formazione, coi bastoni pronti. A quel punto che fai?». Già, che fai? Yassir: «Abbiamo formato un cordone e fino all'ultimo abbiamo tentato di tenerlo, ma la piazza dietro spingeva e quelli davanti aspettavano co' 'sti bastoni come fossero giocatori di baseball». E voi coi caschi in testa: «Certo, per protezione. A mani nude, però. A un certo punto non abbiamo tenuto più e c'è stato lo scontro. Coi poliziotti a godersi lo spettacolo».

C'è quindi una conferma della versione della Questura, che in caso di manifestazioni lascia "usualmente" entrare camioncini in Piazza Navona, evidentemente senza perquisirli. Ma torniamo al servizio d'ordine di Rifondazione:

Sono volate le sedie dei bar. «Di vimini... Ne vola una, ti arriva addosso, la rilanci no? A me un fascista m'ha tirato una scopa — continua Yassir —, l'ho parata, ho visto arrivare i carabinieri dall'altra parte e ho avuto paura di restare in mezzo. Mi sono lanciato tra i tavolini dei bar. Mentre correvo mi sono sentito prendere alla gola e stringere, mi stavano soffocando. Poi mi hanno buttato a terra, e mentre temevo che arrivasse una coltellata ho sentito dire "soggetto immobilizzato". Erano poliziotti, per fortuna». Quindi sono intervenuti. «Per disperderci — puntualizza Simone —, dopo che avevamo neutralizzato i fascisti e ridotto quel camioncino come doveva essere ridotto. Questi sono doppiamente pericolosi: militarmente, perché picchiano la gente, e politicamente perché rischiano di avere un effetto catalizzatore su giovani cosiddetti "neutri", soprattutto in certe scuole e periferie, dove ci sono logiche più da comitiva che da gruppo politico, un po' da stadio».

La risposta del Blocco Studentesco è affidata essenzialmente al video che segue e a questo comunicato:

"E' stato il Blocco Studentesco ad essere aggredito dagli antifascisti universitari presenti al sit-in sotto il senato. Due nostri ragazzi sono rimasti feriti." "Alcune agenzie riportano i fatti in maniera distorta, addossando addirittura la responsabilità al Blocco Studentesco" proseguono "ma abbiamo filmati che pubblicheremo su youtube e su facebook che come al solito dimostreranno una realtà ben precisa: gli scontri e le divisioni fra studenti sono fomentate dagli antifascisti che non accettano che nella protesta studentesca ci sia unità generazionale fra ragazzi di destra e di sinistra."

E per finire torniamo al video iniziale, ripreso anche da Beppe Grillo sul suo blog, ma che purtroppo per il comico si è rivelato una bufala pazzesca, svelata da Repubblica.tv, come già avevamo sottolineato. Vediamo di seguito come, sottolineando che Grillo a tutt'oggi si è ben guardato dallo smentire le sue dietrologie:

Dando per assodato che la gente che ha parteciato agli scontri aveva una gran voglia di menare le mani, da una prte e dall'altra, qualunque cosa possa dire la Questura su chi ha cominciato, lascio ai lettori ogni ulteriore commento.

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