Elezioni Midterm USA 2014: perché Obama ha perso? Le ragioni della sconfitta

Una ripresa robusta e una disoccupazione ai minimi non è bastata a evitare la disfatta ai democratici: i risultati delle midterm 2014 condannano il presidente.

I risultati delle elezioni midterm 2014 sono impietosi per Barack Obama, che trascorrerà i prossimi due anni di presidenza da "lame duck", praticamente inabilitato a portare avanti le riforme che ancora (sempre più disilluso) teneva nel cassetto: immigrazione, lotta al cambiamento climatico, innalzamento del salario minimo. Se già avere contro la Camera significa correre il rischio (puntualmente verificatosi) di vedersi boicottata ogni riforma, perdere il Senato significa avere contro anche chi deve confermare o bocciare le più importanti nomine del presidente. A questo punto, a meno di un'improbabile riscossa bipartisan dei repubblicani, Obama si avvia a una mestissima conclusione di presidenza, durante la quale potrà influire solo sulla politica estera (uno dei temi sui quali gli americani sono stati più severi con lui).

Un presidente che in pratica non può governare: è questo il risultato peculiare di queste elezioni di medio termine, studiate per calmierare il forte (ma non poi così forte) presidenzialismo americano. Il significato dei Midterm è infatti quello di permettere agli americani di cambiare gli equilibri parlamentari e impedire così che un presidente altamente sgradito al popolo possa continuare nel suo lavoro indisturbato. Peccato che, come ovunque nel mondo democratico, anche negli Stati Uniti chi sta al governo ha una vita molto più dura di chi sta all'opposizione, che ha gioco facile a trovare motivi di scontento e cavalcarli. Risultato: i prossimi due anni saranno, con tutta probabilità, sprecati.

A nulla è servito il fatto che Obama abbia trascinato gli Stati Uniti fuori dalla crisi economica. E questo, in una nazione in cui il detto "it's the economy, stupid" era ormai quasi diventato un dogma, fa veramente strano: in Europa avremmo mai sputato in faccia a un presidente che ha garantito una crescita del Pil al 4% (ritmo impressionante per un paese occidentale) e una disoccupazione al minimo fisiologico del 5,9%? Se davvero nella storia i presidenti che hanno saputo guidare bene l'economia sono sempre stati premiati, allora la storia si è rivoltata contro Barack Obama.

Ovviamente, il voto contro Obama ha le sue ragioni. Anche se non si può dimenticare che nel voto popolare i democratici sono in vantaggio sui repubblicani e che la composizione dei collegi che, da sempre, viene studiata in modo da favorire questo o quel partito ha giocato un ruolo particolarmente importante. E non si può dimenticare nemmeno che i repubblicani, attraverso i loro sponsor di Big Oil e Big Pharma, hanno investito in queste elezioni quantità di denaro enormi, riportando in cima all'agenda la questione del perverso rapporto tra soldi e politica.

Al di là di tutto questo, quali sono le ragioni per cui Obama ha subito una tale sconfitta? Un ruolo cruciale l'hanno giocato le buste paga della classe media (come sottolineato anche dal New York Times), rimaste ferme al 2008 e che solo in minima parte hanno (per il momento) beneficiato della netta crescita economica. La riforma sanitaria sarà probabilmente ricordata come uno dei fiori all'occhiello della presidenza Obama, ma la figuraccia iniziale con il disastro organizzativo online pesa ancora sull'immagine del presidente. Obama si è poi trovato vittima del grindlock, del costante boicottaggio dei repubblicani, e probabilmente non è stato in grado di far passare l'idea che l'immobilismo della sua amministrazione fosse causato dalla irresponsabilità repubblicana.

A pesare forse più di ogni altra cosa - e anche questo sembrerà molto strano a noi europei - è però la politica estera: il disastro dell'Iraq, le indecisioni sulla Siria, il ritardo con cui si è agito contro l'Isis; sono tutte cose che fanno perdere credibilità a un presidente che è, prima di ogni cosa, il commander in chief di una nazione abituata e orgogliosa di essere lo sceriffo del mondo, un ruolo che Obama non ha più intenzione di mantenere (fondamentalmente, perché troppo costoso per i tempi che corrono). Se a tutto ciò si aggiunge lo scandalo Datagate e il modo maldestro in cui è stata affrontata la questione Ebola negli Stati Uniti, la sconfitta è servita.

President Obama Holds News Conference Before Leaving For Hawaii

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO