Gaza, rievocazione Arafat: Bombe contro abitazioni dei leader di Fatah

PALESTINIAN-ISRAEL-CONFLICT-GAZA

Fatah e Hamas sono al governo insieme dopo un conflitto durato sette anni, ma oggi appare evidente quanto sia fragile l'alleanza che li lega. Questa mattina a Gaza, prima che incominciasse la commemorazione per la morte di Yasser Arafat, sono esplosi ordigni nei pressi delle case di alcuni rappresentanti della fazione fondata dallo storico leader palestinese scomparso nel 2007.

L'evento non poteva non minare la stabilità interna. Il primo ministro dell'Anp, Rami Hamdallah, ha subito annullato la sua visita a Gaza di domani. In tale circostanza avrebbe dovuto incontrare anche l'Alto Rappresentate dell’Unione Europea agli affari Esteri, Federica Mogherini. Inoltre, solo qualche ora fa, come riferito dall'agenzia di stampa Nena News, il portavoce dei servizi di sicurezza dell’Autorità Palestinese, Adnan al-Damiri, ha pubblicamente accusato Hamas di essere responsabile delle bombe.

Così torna a salire la tensione tra Hamas e Fatah proprio nel giorno in cui si poteva tornare a celebrare la figura di Arafat a Gaza (ciò era stato impedito dal 2007, anno in cui la fazione islamista aveva preso il potere nella Striscia). In particolare ad essere colpiti dagli attentati sono state le case di Abdullah al-Efranji, e dei leader Abu Shahla, Abu Juda al-Nahhal, Abu Aita, al-Rahman Hamad, al-Jawad Ziyada, Abu Watfeh, Obeid e Matar. Inoltre è stato danneggiato anche il palco di Katiba a Gaza City, dove avrebbe dovuto svolgersi la manifestazione.

Hamas, per parte sua, ha negato qualsiasi responsabilità nella vicenda e ha definito l'atto di oggi "criminale". Inoltre, secondo quanto dichiarato dai suoi vertici, avrebbe aperto un'inchiesta interna per fare luce sull'accaduto.

In una cornice molto nebulosa e disperata, dove c'è ancora un alto numero di sfollati e macerie causati dall'operazione militare israeliana Margine Protettivo, è arduo fare ipotesi precise. Se per un verso è difficile pensare che le intimidazioni e le bombe siano il frutto di una decisione di tutta Hamas, d'altro canto non si può escludere che i miliziani islamisti, o cellule ad esse collegate, non centrino nulla con quanto accaduto .

A Gaza, poi, sono stati notati volantini firmati dall'Is (Stato Islamico). Gli anonimi autori di questi testi ordinano agli esponenti di Fatah di rimanere in casa fino al 15 novembre. Ma osservatori locali, come riportato dall'Ansa, dubitano sull'autenticità dei documenti.

Così il governo di unità nazionale, voluto anche da Stati Uniti e Unione Europea, si riconferma solo un patto di convivenza interessata. Utile sia per il presidente Abu Mazen, che vive una forte crisi di consenso dopo l'invasione israeliana di Gaza, sia per gli uomini di Hamas, che hanno bisogno dell'Anp per portare a casa gli aiuti per la ricostruzione della Striscia. Ma al di là di questo, quello che manca è un progetto politico.

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