Dalla Germania l'attacco al Presidente Napolitano. "E' un comunista che crede di essere ancora in guerra"


Frankfurter Allgemeine contro Napolitano. Siamo tornati in guerra, anche se fortunatamente solo a parole. E' pu vero che a volte le parole possono essere macigni, e quelle usate dal più autorevole giornale tedesco sono davvero pesanti. L'antefatto è il discorso tenuto dal Capo dello Stato a El Alamein domenica 26 ottobre, in occasione dell'inaugurazione del nuovo sacrario italiano dei caduti, anche se in realtà tutto va ricondotto alla famigerata sentenza della Cassazione sui risarcimenti dovuti dal governo tedesco alle vittime della strage di Civitella d'Arezzo.

Ma andiamo con ordine. Il 21 ottobre la Suprema Corte condanna lo stato tedesco a pagare 800.000 euro ai familiari delle vittime (203) della suddetta strage. Berlino obietta di considerare chiuso ogni contenzioso a seguito del trattato di pace stipulato con l’Italia nel 1947 e della successiva Convenzione di Vienna del 1961, ma il pg Rosin risponde che «gli accordi internazionali non includono i danni morali per le stragi naziste, ma solo per ebrei deportati». Inutile dire che è impossibile costringere la Germania a pagare, e infatti ciò difficilmente avverrà, ma di certo la cosa non ha contribuito a migliorare i rapporti tra i due stati, oggi più tesi che mai.

Segue il discorso di Napolitano a El Alamein, che pur improntato alla massima prudenza (tra le altre cose riconosceva il valore di tutti i combattenti italiani e tedeschi) non omette il classico rimando al nazi-fascismo, che collegato alla sentenza di cui sopra ha fatto saltare la mosca al naso agli editorialisti del prestigioso giornale di Francoforte, partito lancia in resta. Il Presidente sarebbe dunque un ex-comunista che sta continuando la guerra con altri mezzi (citazione da von Clausewitz in forma capovolta), la resistenza è sopravvalutata e ha agito con sprezzo dei rischi per la popolazione civile, l'Italia era entrata in guerra tutta contenta e alla fine ha voltato la gabbana e ora chiede persino un risarcimento. In definitiva la fregola nazi-fascista in Italia è un'arma politica che esce fuori a intervalli regolari, e su questo francamente è difficile dar loro torto.

Il tenore di questi attacchi ha così indotto il Ministro degli esteri Frattini, in modo alquanto irrituale, a rispondere ufficialmente che se ne discuterà presto a Berlino. Il punto è discutere di cosa. Appare infatti evidente che la sentenza della Cassazione arrivata a 60 anni (e due trattati) di distanza dagli eventi, è fuori tempo per non dire completamente assurda, e se venisse avvalorata aprirebbe la strada a migliaia di identici procedimenti in ogni parte del globo, anche contro il nostro paese. Ma come dice la Frankfurter, in Italia probabilmente la guerra non è mai finita.

  • shares
  • Mail
15 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO